Lungo l'elegante tracciato della Ringstraße, esattamente di fronte al maestoso Municipio neoclassico, si erge quello che per il mondo germanofono rappresenta l'equivalente della Comédie-Française di Parigi o del Globe di Londra: il Teatro Nazionale Austriaco (noto a tutti semplicemente come Burgtheater, o affettuosamente per i viennesi "die Burg"). Considerato uno dei palcoscenici di prosa più prestigiosi al mondo e il secondo teatro attivo più antico d'Europa, il Burgtheater non è soltanto un'istituzione culturale senza pari, ma anche un eccezionale scrigno d'arte che conserva le prime, folgoranti opere pubbliche di un giovanissimo Gustav Klimt.
Varcare la soglia di questo colosso di marmo bianco e stucchi dorati significa compiere un viaggio affascinante attraverso il gusto dell'alta società asburgica del XIX secolo, le accese dispute artistiche della Belle Époque e la nascita di quel canone linguistico impeccabile noto come Burgtheaterdeutsch, la dizione tedesca teatrale per eccellenza.
Le radici di questa leggendaria istituzione affondano nel 1741, quando l'imperatrice Maria Teresa d'Austria concesse l'uso di una sala da ballo dismessa adiacente alla residenza imperiale per allestire rappresentazioni teatrali (il primitivo k.k. Theater nächst der Burg su Michaelerplatz). Fu però suo figlio, l'illuminato imperatore Giuseppe II, a trasformarlo nel 1776 nel "Teatro Nazionale Tedesco" (Deutsches Nationaltheater), elevando la drammaturgia in lingua tedesca a elemento fondante dell'identità culturale imperiale.
Con il radicale abbattimento delle mura cittadine e la nascita del viale monumentale della Ringstraße, l'imperatore Francesco Giuseppe ordinò la costruzione di una nuova, colossale sede. I lavori, protrattisi tra il 1874 e il 1888, videro la complessa collaborazione tra due giganti dell'architettura dell'epoca: il teorico tedesco Gottfried Semper, ideatore del grandioso impianto planimetrico neorinascimentale, e il viennese Karl Freiherr von Hasenauer, responsabile dello sfarzoso apparato decorativo in stile neobarocco. La convivenza professionale tra i due fu tutt'altro che idilliaca: alla fastosa inaugurazione del 14 ottobre 1888 con l'Ifigenia in Tauride di Goethe, il pubblico scoprì ben presto che l'acustica interna era disastrosa a causa delle modifiche scenografiche volute da Hasenauer, tanto da costringere l'amministrazione a sventrare e ristrutturare l'intera sala già nel 1897.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, nell'aprile del 1945, il teatro subì devastanti bombardamenti aerei e un successivo incendio che ne polverizzò il palcoscenico e la cupola. Tuttavia, grazie a una determinazione collettiva senza precedenti, il Burgtheater venne fedelmente ricostruito e riaperto nell'ottobre del 1955, anno sacro per l'Austria moderna, che celebrava la riconquista della piena sovranità nazionale.
Il vero tesoro nascosto del Burgtheater si trova sopra le teste dei visitatori che percorrono i due monumentali scaloni simmetrici (Feststiegen), rimasti miracolosamente intatti durante i roghi del 1945. Tra il 1886 e il 1888, la decorazione dei soffitti fu affidata alla Künstler-Compagnie, sodalizio formato dai fratelli Gustav ed Ernst Klimt insieme all'amico Franz Matsch.
Nel ciclo che illustra la storia del teatro antico e moderno spiccano le composizioni di Gustav Klimt: il Teatro di Taormina, l'Altare di Dioniso, la Carovana dei comici a Valenciennes e, soprattutto, la magistrale rievocazione del Globe Theatre di Shakespeare a Londra. Qui, tra la folla di spettatori elisabettiani che assistono alla scena finale di Romeo e Giulietta, Klimt dipinse il suo unico autoritratto documentato: l'artista si è raffigurato con un'ampia gorgiera bianca al collo, accanto al fratello Ernst e al collega Matsch. Per la straordinaria perizia di questi affreschi, l'imperatore Francesco Giuseppe insignì personalmente Klimt della prestigiosa Croce d'Oro al Merito (Goldenes Verdienstkreuz).
Con una capienza di oltre 1.300 spettatori, la sala principale (Zuschauerraum) è un trionfo scenografico di velluto rosso cremisi, stucchi dorati e decorazioni monumentali. Al centro domina il monumentale Kaiserloge (il palco imperiale), concepito non solo per godersi la recitazione, ma per consentire a tutta la platea di ammirare la famiglia degli Asburgo durante le prime teatrali.
Disposta lungo i maestosi corridoi e foyer dell'intermezzo, la Porträtgalerie del Burgtheater è la più vasta e antica collezione al mondo dedicata ai protagonisti del palcoscenico. Con oltre due secoli di storia, raccoglie dipinti a olio d'epoca raffiguranti attori leggendari, registi storici e celebri drammaturghi legati alla vita della "Burg", immortalati da insigni ritrattisti austriaci e internazionali.