Se la celebre Musikverein incarna il tempio dorato della tradizione classica e imperiale, la Casa dei Concerti di Vienna (Wiener Konzerthaus) ne rappresenta l'anima più audace, eclettica e cosmopolita. Situata ai margini del suggestivo Stadtpark, nel terzo distretto viennese, questa monumentale cattedrale del suono è una delle istituzioni musicali più prestigiose e versatili al mondo, capace di ospitare oltre ottocento eventi all'anno che spaziano dai capolavori sinfonici al jazz, dalla musica antica alle avanguardie elettroniche di Wien Modern.
Varcare la soglia della Wiener Konzerthaus significa immergersi in una concezione rivoluzionaria della fruizione musicale: un luogo concepito fin dall'origine non per l'élite aristocratica chiusa nei propri salotti, ma per una borghesia colta e aperta al mondo, unendo un'acustica leggendaria a un'architettura che segna l'affascinante transizione tra lo Storicismo imperiale e l'eleganza lineare del Jugendstil viennese.
L'idea di erigere una nuova casa per la musica nacque alla fine dell'Ottocento con un obiettivo quasi democratico: creare uno spazio polivalente in grado di attrarre fasce più ampie di popolazione rispetto alle rigide sale dell'epoca. Il progetto fu affidato al celebre studio di architetti teatrali Fellner & Helmer (autori di decine di teatri in tutta l'Europa centrale), affiancati dall'architetto di corte Ludwig Baumann. I lavori iniziarono nel 1911 e si conclusero in tempi record nel 1913.
L'inaugurazione ufficiale avvenne il 19 ottobre 1913 alla presenza dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Asburgo. Per l'occasione, Richard Strauss compose appositamente il maestoso Festliches Präludium op. 61 per grande orchestra e organo, suggellando l'ingresso dell'edificio nella leggenda musicale europea. Sulla facciata e negli interni campeggiava e campeggia ancora il motto programmatico dell'istituzione: «Ein Ort der Freude und der Kunst» («Un luogo di gioia e d'arte»).
Sotto il profilo ingegneristico, la Konzerthaus fu un trionfo pionieristico: fu il primo edificio viennese a prevedere tre sale da concerto distinte (a cui se ne aggiunse una quarta all'inizio degli anni 2000) concepite con un sofisticato isolamento acustico che permetteva loro di funzionare simultaneamente senza alcuna interferenza sonora. Tra il 1998 e il 2001, un imponente restauro guidato dall'architetto Hans Hollein ha rinnovato l'intera struttura, restaurando gli ori, i marmi e le decorazioni Art Nouveau del vestibolo e aggiungendo spazi ipogei all'avanguardia.
Il cuore pulsante dell'edificio: con i suoi circa 1.865 posti a sedere, la Großer Saal è un capolavoro di proporzioni acustiche avvolgenti. Il suo punto focale è il titanico organo da concerto Rieger, dotato di 116 registri e oltre 8.000 canne: all'epoca della sua installazione era il più grande organo da concerto dell'Europa continentale. Qui si esibiscono regolarmente i Wiener Symphoniker (che hanno nella Konzerthaus la loro sede principale), i Wiener Philharmoniker e le più celebri orchestre del pianeta.
Queste due sale intermedie incarnano il fascino intimo e raffinato del fare musica a Vienna:
Inaugurata nel 2002 e intitolata al compositore italiano Luciano Berio, questa sala interrata da circa 170 posti riflette la vocazione d'avanguardia della Konzerthaus. Progettata da Hans Hollein, è dotata di pareti mobili e sistemi elettroacustici flessibili che consentono di trasformarla da palcoscenico per musica sperimentale a spazio per workshop teatrali, conferenze e installazioni sonore.
Passeggiare attraverso i corridoi e le scale monumentali durante l'intervallo (Pause) offre uno spaccato autentico della vita culturale viennese. Tra lampadari geometrici in ottone, balaustre in ferro battuto di foggia floreale e vetrate policrome, l'architettura riflette quel raffinato passaggio stilistico tra il neoclassicismo di Ringstraße e la Secessione Viennese di Otto Wagner e Josef Hoffmann.