Nel cuore pulsante dell’Innere Stadt (il 1° Distretto), poche arterie al mondo incarnano l'essenza della raffinatezza mitteleuropea quanto il Graben (Der Graben). Oggi considerata una delle isole pedonali più esclusive d'Europa, questa magnifica spianata monumentale collega la maestosità gotica di Stephansplatz al raffinato crocevia di Kohlmarkt, formando il vertice del celebre Goldenes Quartier viennese.
Passeggiare lungo il Graben non significa soltanto dedicarsi a uno shopping d’alta classe tra boutique di lusso internazionale e storici k.u.k. Hoflieferanten (fornitori ufficiali della corte imperiale asburgica): significa immergersi in una scenografia urbana sontuosa, dove l'esuberanza del barocco controriformista dialoga con le avanguardie del Modernismo viennese e i tavolini all’aperto dei caffè storici invitano all'arte tutta locale del Flanieren (il passeggiare senza fretta per osservare ed essere visti).
Il toponimo stesso svela l'antichissima genesi del luogo: in tedesco, Graben significa letteralmente "fossato". In epoca romana, infatti, proprio lungo questo tracciato correva il profondo fossato difensivo meridionale del castrum legionario di Vindobona. Soltanto alla fine del XII secolo, sotto il governo dei duchi di Babenberg, il fossato fu colmato e trasformato in un'ampia via cittadina, impiegando per la riqualificazione urbana anche parte del favoloso riscatto pagato per la liberazione di re Riccardo Cuor di Leone, catturato nei pressi di Vienna al ritorno dalle Crociate.
Nel corso del Medioevo e del Rinascimento, il Graben divenne il mercato principale della città, sede di venditori di frutta, verdura e farina. Con l'avvento del Seicento e l'affermazione della fastosa corte imperiale asburgica, l'area cambiò radicalmente fisionomia: le baracche mercatali lasciarono il passo a sfarzose residenze aristocratiche e palazzi signorili. Il Graben divenne il teatro all'aperto delle grandi processioni imperiali del Corpus Domini e la passerella privilegiata della nobiltà e dell'alta borghesia viennese.
Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, il Graben guidò la transizione architettonica verso il Modernismo: maestri rivoluzionari come Otto Wagner e Adolf Loos scelsero proprio questa via prestigiosa per rompere con lo storicismo accademico, donando alla città capolavori dal rigore geometrico e dall'uso pionieristico di marmi, ferro e cristallo.
Dall'alta orologeria alle gemme dell'architettura barocca e secessionista, ecco le tappe irrinunciabili durante una passeggiata sul Graben:
Al centro della passeggiata svetta la Wiener Pestsäule (o Dreifaltigkeitssäule), uno dei monumenti scultorei barocchi più spettacolari e complessi d'Europa. Eretta per volere dell'imperatore Leopoldo I come solenne voto dopo la devastante epidemia di peste del 1679, l'opera fu concepita da artisti del calibro di Lodovico Burnacini, Paul Strudel e il celebre architetto Johann Bernhard Fischer von Erlach. La colonna rinuncia alla rigida simmetria classica per dissolversi in una vertiginosa piramide di nubi marmoree, angeli fluttuanti, putti e allegorie, con l'imperatore genuflesso in preghiera e la Fede che precipita una megera grottesca che personifica il morbo.
Al civico Graben 13 si trova una delle pietre miliari dell'architettura moderna viennese: la sartoria maschile Knize. Fondata a metà Ottocento e fornitrice dell'imperatore Francesco Giuseppe e dell'aristocrazia mitteleuropea, la boutique deve il suo aspetto rivoluzionario al grande architetto Adolf Loos, che ne progettò la facciata e gli interni tra il 1909 e il 1913. Il portale d'ingresso, rivestito in lucido granito nero di Svezia e profilato da pannelli in quercia scura e vetrine bombate, è un'autentica dichiarazione contro il decorativismo superfluo. Gli interni, visibili entrando per curiosare tra completi su misura e profumi storici (come il mitico Knize Ten del 1925), custodiscono ancora boiserie originali in legno pregiato e atmosfere da esclusivo club per gentiluomini.
Situato all'estremità occidentale del Graben (civico 19), proprio all'incrocio con il Kohlmarkt, sorge Julius Meinl am Graben, la mecca indiscussa dei gourmet di Vienna. Questo sontuoso flagship store di tre piani, appartenente alla celebre dinastia fondata nel 1862, vanta una selezione insuperabile di oltre 16.000 specialità enogastronomiche provenienti da ogni angolo del globo: tartufi freschi, caviale, tè rari, una cantina leggendaria e una torrefazione di caffè artigianale. Al piano superiore, il ristorante e il bar panoramico offrono una vista mozzafiato sull'intera arteria pedonale.
Al civico Graben 10 merita un'attenta sosta la Ankerhaus, progettata nel 1894 dal padre del Modernismo viennese, Otto Wagner, per conto della compagnia assicurativa Der Anker. L'edificio rappresenta una rottura epocale: il basamento è dominato da ampie superfici vetrate strutturali (concepito appositamente per ospitare negozi alla moda), mentre la sommità dell'edificio è coronata da una spettacolare cupola in ferro e vetro che fungeva in origine da studio fotografico a luce naturale.
Sebbene l'ingresso si affacci sulla raccoltasi Petersplatz, la Peterskirche si apre come una splendida sorpresa scenografica visibile direttamente dal Graben. Progettata nei primi anni del Settecento da Lukas von Hildebrandt, è considerata la più sontuosa chiesa a pianta ovale barocca della capitale, con interni ricoperti di stucchi dorati, marmi policromi e la straordinaria cupola affrescata da Johann Michael Rottmayr. Spesso nel tardo pomeriggio è possibile assistere a brevi ed emozionanti concerti gratuiti d'organo.
Il Graben è il luogo ideale per acquistare il meglio dell'artigianato austriaco di tradizione imperiale: dalla gioielleria d'alta gamma di Heldwein (fondata nel 1902) alle porcellane raffinate di Augarten, fino alle boutique monomarca di alta orologeria (Rolex, Breguet, Omega) e alle profumerie storiche. Dirigendosi verso il confinante Kohlmarkt, il percorso prosegue verso il lusso di Cartier, Tiffany, Chanel e l'irrinunciabile sosta dolce presso l'imperiale pasticceria Demel.