Nel cuore dell'elegante nono distretto di Vienna, riparato dalla frenesia del Ring e immerso in un'oasi di pace verdeggiante, sorge il sontuoso Palazzo Liechtenstein (noto in tedesco come Gartenpalais Liechtenstein). Questo straordinario complesso barocco non è semplicemente una delle residenze aristocratiche più spettacolari dell'Europa centrale, ma è il custode vivente di una delle collezioni d'arte private più antiche, prestigiose e ricche al mondo: le Liechtenstein Princely Collections (Fürstliche Sammlungen Liechtenstein). Visitare questo palazzo significa compiere un viaggio sensoriale tra architettura monumentale, trompe-l'œil che sfidano le leggi della fisica e capolavori pittorici firmati dai più grandi maestri della storia dell'arte europea.
La genesi del palazzo è legata alla figura visionaria del principe Johann Adam Andreas I von Liechtenstein (soprannominato Hans Adam il Ricco), abile finanziere, politico e appassionato mecenate. Alla fine del XVII secolo, desideroso di una residenza estiva di rappresentanza suburbana (un Gartenpalais o palazzo di delizie) fuori dalle mura cittadine di Vienna, il principe affidò inizialmente l'incarico all'architetto italiano Domenico Egidio Rossi, per poi passare la commissione al celebre lucchese Domenico Martinelli, protagonista assoluto della diffusione del Barocco romano a Vienna.
Martinelli concepì una struttura monumentale a blocco unico di sobria eleganza classica all'esterno, riservando l'opulenza e la teatralità agli spazi interni. Il palazzo fonde armoniosamente la tipologia della villa suburbana romana con il classicismo barocco d'oltralpe. A fare da quinta scenica alla residenza fu progettato un vasto giardino alla francese, successivamente trasformato in un romantico parco all'inglese nell'Ottocento, tuttora amatissimo dai viennesi.
Tra le curiosità storiche più affascinanti spicca quella legata al celebre Badminton Cabinet, custodito tra le mura del palazzo. Commissionato nel 1726 da Henry Somerset, duca di Beaufort, a soli 19 anni, questo capolavoro monumentale in ebano, bronzo dorato e commesso fiorentino di pietre dure (ametiste, agate, diaspri e lapislazzuli) richiese il lavoro di trenta artigiani dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze per ben sei anni. Nel 2004, il principe Hans-Adam II del Liechtenstein lo acquistò all'asta da Christie's a Londra per l'incredibile cifra di oltre 19 milioni di sterline (circa 27 milioni di euro), stabilendo il record mondiale assoluto per il mobile più costoso mai battuto all'asta, riportandolo così in territorio viennese.
Cuore pulsante del piano nobile, la Herkulessaal è la più grande sala secolare del Barocco viennese. Il soffitto è dominato da uno sbalorditivo affresco illusionistico eseguito tra il 1704 e il 1708 dal maestro gesuita Andrea Pozzo. L'opera ritrae l'Apoteosi di Ercole: alzando lo sguardo, l'architettura dipinta sembra aprirsi direttamente verso il cielo aperto dell'Olimpo, creando uno straordinario effetto di sfondamento prospettico e tridimensionalità che lascia senza fiato.
La Casa Principesca del Liechtenstein possiede una delle più straordinarie collezioni al mondo di opere del maestro fiammingo Peter Paul Rubens. Tra le sale del palazzo è possibile ammirare dipinti monumentali come il celebre ciclo di Decius Mus, una serie di enormi tele preparatorie per arazzi che celebrano l'eroismo del console romano, e l'intimo e toccante ritratto della figlia dell'artista, Clara Serena Rubens, capolavoro di dolcezza e sensibilità psicologica.
Esposta nella monumentale Sala Terrena al piano terra, la Goldener Wagen è la carrozza da parata più sontuosa giunta fino a noi dall'epoca rococò. Realizzata a Parigi nel 1738 per il principe Joseph Wenzel I von Liechtenstein in occasione della sua nomina ad ambasciatore imperiale presso la corte di Francia, è un tripudio di sculture in legno intagliato dorato, vetri veneziani e finiture in velluto ricamato ideate dall'architetto e decoratore francese Nicolas Pineau.
Lungo il percorso espositivo si incontrano opere sublimi dei massimi protagonisti dell'arte europea: ritratti e pale d'altare di Raffaello, tele luminose di Canaletto (che ritrasse magistralmente scorci settecenteschi della stessa Vienna), capolavori di Antoon van Dyck, Frans Hals, Rembrandt e sculture raffinate di Massimiliano Soldani Benzi e Adrian de Vries.
Il parco circostante (Liechtensteinpark) offre una delle passeggiate più rilassanti della città. Tra alberi secolari, stagni punteggiati da anatre e scorci architettonici unici, si gode della migliore vista prospettica sulla facciata posteriore del palazzo, perfetta per fotografie indimenticabili.