Nel cuore geografico e simbolico di Vienna si erge il Palazzo Imperiale Hofburg (Die Hofburg), per oltre sei secoli epicentro del potere della dinastia Asburgo e oggi sede ufficiale della Presidenza della Repubblica d'Austria. Non si tratta di un semplice castello nobiliare, ma di una vera e propria città nella città: un monumentale dedalo di 18 ali, 19 cortili interni e oltre 2.600 stanze distribuite su una superficie di circa 240.000 metri quadrati. Visitare l'Hofburg significa percorrere la linea del tempo d'Europa, dai fasti del Sacro Romano Impero fino al crepuscolo della monarchia danubiana, attraversando capolavori architettonici che fondono gotico, rinascimento, barocco e storicismo ottocentesco.
L'origine del complesso affonda le radici nel XIII secolo, quando il duca Ottocaro II di Boemia e successivamente il primo sovrano asburgico, Rodolfo I d'Asburgo, fortificarono una roccaforte medievale nota come Alte Burg. Di quell'antico nucleo difensivo quadrangolare con quattro torri angolari sopravvive oggi la corte dello Schweizertrakt (Ala degli Svizzeri), così ribattezzata nel Settecento quando la guardia svizzera dell'imperatrice Maria Teresa vegliava sulla sicurezza del palazzo. Qui si varca ancora la suggestiva Schweizertor (Porta degli Svizzeri), capolavoro rinascimentale commissionato nel 1552 dall'imperatore Ferdinando I, decorata con stemmi araldici e l'antico Collare dell'Ordine del Toson d'Oro.
Nel corso delle epoche, quasi ogni monarca ha voluto lasciare la propria impronta: l'imperatore Rodolfo II fece innalzare l'Amalienburg (con la sua celebre torretta dell'orologio astronomico), Leopoldo I creò il Leopoldinischer Trakt nel Seicento, Carlo VI affidò al genio barocco di Johann Bernhard Fischer von Erlach e del figlio Joseph Emanuel la spettacolare Biblioteca di Corte, mentre nel tardo Ottocento prese forma la sontuosa facciata semicircolare della Michaelertrakt, sormontata dalla grandiosa cupola di bronzo che si affaccia scenograficamente su Michaelerplatz.
Tra le curiosità storiche meno note al grande pubblico vi è la concezione stessa del palazzo: a differenza dei Borbone a Versailles, gli Asburgo concepirono l'Hofburg come un palazzo pubblico e permeabile. Chiunque, purché vestito decorosamente, poteva attraversare i cortili interni o chiedere udienza privata al sovrano. Tra queste mura, l'imperatore Francesco Giuseppe I visse improntando la propria routine a una disciplina quasi monastica, svegliandosi alle quattro del mattino per lavorare senza sosta alla sua scrivania in legno di noce, mentre la consorte Elisabetta di Baviera (Sisi) sfidava la rigidissima etichetta spagnola di corte installando anelli da ginnastica e spalliere svedesi nelle sale da toletta per preservare la sua leggendaria silhouette.
Data la vastità del polo museale, è fondamentale pianificare il proprio itinerario concentrandosi sui complessi espositivi e architettonici di prim'ordine:
Situato nell'Ala della Cancelleria Imperiale (Reichskanzleitrakt), il Sisi Museum offre un'indagine psicologica ed estetica priva di edulcorazioni romantiche sulla vita dell'imperatrice Elisabetta. Il percorso espositivo presenta oltre 300 oggetti personali originali: dalle celebri ricette di bellezza ai vestiti da lutto indossati dopo la tragica morte del figlio Rodolfo a Mayerling, dalla ricostruzione del suo sontuoso vagone ferroviario imperiale fino alla lima con cui l'anarchico Luigi Lucheni la assassinò a Ginevra nel 1898. Il tour prosegue negli Appartamenti Imperiali (Kaiserappartements), dove si ammirano le camere di rappresentanza, lo studio austero di Francesco Giuseppe, la sala delle udienze e il salone da toletta di Sisi decorato con affreschi in stile pompeiano.
Accessibile attraverso lo Schweizertrakt, la Camera del Tesoro degli Asburgo custodisce la più prestigiosa collezione di insegne reali del pianeta. I capolavori assoluti includono:
Progettata da Fischer von Erlach, la Sala di Gala (Prunksaal) della Österreichische Nationalbibliothek è universalmente riconosciuta come una delle biblioteche barocche più belle al mondo. Lunga quasi 80 metri e alta 20, è dominata da una cupola affrescata magistralmente dal pittore di corte Daniel Gran, raffigurante l'apoteosi dell'imperatore Carlo VI. Le eleganti scaffalature in noce scuro custodiscono oltre 200.000 volumi storici stampati tra il 1501 e il 1850, compresa l'imponente collezione libraria del principe Eugenio di Savoia.
Nel Reitschultrakt si trova il magnifico maneggio d'inverno barocco dove da oltre 450 anni si tramanda la tradizione classica dell'Haute École di equitazione. I cavalli di razza Lipizzana, nati scuri e divenuti d'un candore lucente con l'età adulta, si esibiscono in perfette figure coreografiche (levade, capriole e courbette) al suono dei valzer viennesi, inserite dall'UNESCO nel patrimonio culturale immateriale dell'umanità.
Affacciata sulla vasta e scenografica Heldenplatz (Piazza degli Eroi) — teatro delle grandi parate asburgiche e del tragico discorso di annessione all'Austria di Adolf Hitler nel 1938 — si dispiega l'imponente colonnato semicircolare della Neue Burg. Progettata da Gottfried Semper e Carl von Hasenauer come parte dell'incompiuto Kaiserforum, ospita oggi importanti istituzioni culturali come il Weltmuseum Wien (museo etnografico), la Collezione di Strumenti Musicali Antichi e l'armeria storica imperiale (Hofjagd- und Rüstkammer), tra le più ricche d'Europa.