Nel perimetro vibrante del MuseumsQuartier, racchiuso dentro un monolite candido in pietra calcarea conchigliare, il Museo Leopold (Leopold Museum) custodisce l'anima più audace, tormentata e rivoluzionaria della cultura austriaca. Se il Kunsthistorisches Museum incarna i fasti della dinastia asburgica e il Belvedere la dorata perfezione estetica dello Jugendstil, il Museo Leopold svela le pulsioni più profonde, psicologiche e contraddittorie della Fin de Siècle viennese.
Considerato all'unanimità una tappa irrinunciabile per comprendere il passaggio tra Ottocento e Modernismo, il museo ospita la più estesa e celebre collezione al mondo di opere di Egon Schiele, affiancata da pietre miliari di Gustav Klimt, Richard Gerstl, Oskar Kokoschka e dalle straordinarie creazioni di design della Wiener Werkstätte. Attraversare le sue sale inondate di luce naturale significa compiere un viaggio affascinante nelle inquietudini di una metropoli che, mentre l'impero si avviava al crepuscolo, ridefiniva per sempre i canoni dell'arte occidentale.
La genesi del museo è legata a una delle vicende collezionistiche più singolari del dopoguerra europeo. Negli anni Cinquanta, il giovane studente di medicina e futuro oftalmologo viennese Rudolf Leopold (1925–2010), accompagnato dalla moglie Elisabeth, sviluppò una passione febbrile per l'arte austriaca del primo Novecento. A quell'epoca artisti come Egon Schiele erano quasi dimenticati dalla critica internazionale, quando non apertamente respinti per i loro soggetti scabrosi e spregiudicati.
Dotato di un occhio critico infallibile e di una determinazione incrollabile, Leopold cominciò ad acquistare dipinti, acquerelli e grafiche per cifre all'epoca modeste, accumulando nell'arco di mezzo secolo oltre cinquemila capolavori. Nel 1994, grazie all'accordo tra il collezionista, la Repubblica d'Austria e la Banca Nazionale Austriaca (OeNB), nacque la fondazione privata che pose le basi per la sede museale definitiva, inaugurata nel settembre del 2001 all'interno del nuovo polo culturale viennese.
Il contenitore architettonico, progettato dallo studio viennese Ortner & Ortner, è un'opera d'arte a sé stante: un maestoso cubo asimmetrico (40 per 40 metri di base per 24 metri di altezza) interamente rivestito in Muschelkalk, un calcare chiaro del Danubio. Questa candida fortezza moderna dialoga in modo suggestivo con le adiacenti scuderie barocche imperiali (Kaiserliche Hofstallungen), disegnate nel Settecento da Johann Bernhard Fischer von Erlach, e contrasta nettamente con il blocco scuro in pietra lavica del dirimpettaio MUMOK.
Tra gli aneddoti più significativi spicca la complessa vicenda giudiziaria legata al celeberrimo Ritratto di Wally Neuzil (1912). Durante un prestito dell'opera al MoMA di New York nel 1998, il dipinto fu sequestrato dalla magistratura statunitense su istanza degli eredi della gallerista ebrea Lea Bondi Jaray, a cui l'opera era stata sottratta durante l'occupazione nazista nel 1938.
La controversia internazionale, chiusa nel 2010 con un risarcimento milionario concordato dalla Fondazione Leopold agli eredi, divenne lo spartiacque che spinse l'Austria a varare una rigorosa legislazione sulla restituzione delle opere d'arte (Kunstrückgabegesetz) e ad aprire sistematiche campagne di ricerca sulla provenienza all'interno delle collezioni nazionali.
Con oltre quaranta dipinti a olio e circa duecento tra disegni, tempere e incisioni, il Leopold Museum permette di ripercorrere l'intera parabola creativa del geniale ed eversivo allievo di Klimt:
Il museo espone opere fondamentali per cogliere la metamorfosi stilistica del fondatore della Secessione Viennese (Wiener Secession):
L'allestimento permanente Wien 1900 è un percorso sensoriale che riunisce arti visive e arti applicate, documentando l'ideale dell'opera d'arte totale (Gesamtkunstwerk):
Al quarto piano del museo si apre una spettacolare finestra panoramica a tutta parete: uno dei punti fotografici più iconici della capitale, da cui ammirare una prospettiva monumentale sulle cupole gemelle del Kunsthistorisches Museum e del Naturhistorisches Museum. Dalla primavera del 2020, sul tetto del museo sorge inoltre la MQ Libelle, un'avveniristica terrazza panoramica accessibile pubblicamente con ascensori esterni, impreziosita dalle installazioni luminose di Brigitte Kowanz e dai vetri d'artista di Eva Schlegel.