Nel cuore elegante del 3° distretto di Vienna (Landstraße), a pochi passi dal nodo ferroviario e metropolitano di Wien Mitte, si nasconde uno dei tesori etnografici più intimi e toccanti della capitale: il Böhmerwaldmuseum Wien (Museo della Selva Boema di Vienna), custode congiunto della Erzgebirger Heimatstube. Per comprendere appieno l'identità plurale di Vienna, un tempo capitale cosmopolita di un impero multietnico, è indispensabile esplorare i fili invisibili che legavano le sue province storiche alla metropoli imperiale. La Selva Boema (Böhmerwald, oggi Šumava in Repubblica Ceca) rappresentava per i viennesi una terra mitica di foreste incantate, maestri vetrai, leggende popolari e radici contadine.
Questo museo accogliente e raccolto non è una semplice collezione polverosa, bensì un archivio vivente di civiltà materiale. Attraverso oggetti della quotidianità rurale, capolavori di artigianato vetrario, pittura su vetro, costumi d'epoca e ricordi letterari, il museo racconta sia il legame secolare tra la Boemia e Vienna, sia il capitolo doloroso delle espulsioni della popolazione di lingua tedesca nel secondo dopoguerra. È una tappa imprescindibile per chi desidera allontanarsi dalle rotte del turismo di massa e immergersi nella memoria autentica della Mitteleuropa.
Durante il XIX secolo, la Vienna asburgica conobbe una straordinaria ondata migratoria proveniente dalle terre della Corona di Boemia e Moravia. Molti tra gli operai che edificarono la monumentale Ringstraße (i celebri Ziegelbehm, i lavoratori delle fornaci boeme nel quartiere di Wienerberg) provenivano proprio da queste valli boscose. Al contempo, la nobiltà viennese possedeva vaste tenute e residenze di caccia nei boschi boemi, e l'aristocrazia amava rifornirsi del prelibato cristallo intagliato prodotto nelle manifatture locali.
Il museo nacque nel 1952 per iniziativa degli scrittori Herbert von Marouschek e Karl Haudek, con l'obiettivo di salvare dall'oblio le tradizioni, la lingua e la cultura materiale dei tedeschi dei Sudeti e della Selva Boema costretti all'esilio dopo il 1945. Inizialmente allestita in sale di locande storiche viennesi, la collezione fu riconosciuta monumento protetto nel 1955 e, nel 1960, integrata con il patrimonio della Erzgebirger Heimatstube (dedicata ai Monti Metalliferi). Dal 1967 il museo ha sede stabile nell'appartamento storico al civico 3 di Ungargasse.
Tra le curiosità storiche più suggestive spicca il profondo legame con la figura letteraria di Adalbert Stifter (1805–1868). Il grande autore austriaco del periodo Biedermeier, nato a Oberplan (Horní Planá) nella Selva Boema e poi approdato a Vienna, trasformò la sua terra natale nella protagonista silenziosa di capolavori come L'ebreo di pietra e Autunno inoltrato. Il celebre motto del museo cita proprio le sue parole: «Ti ho mostrato le foreste e i villaggi, perché è in essi che si è svolta la storia...».