Nel Labirinto della Guerra Fredda: Il Museo del Terzo Uomo
Nel cuore del quarto distretto di Vienna, a pochi passi dai banchi colorati del Naschmarkt, si cela uno dei tesori museali più singolari e appassionanti dell'intera Austria: il Museo del Terzo Uomo (Dritte Mann Museum). Più che una semplice esposizione celebrativa, questo museo privato e indipendente è un viaggio immersivo e documentatissimo nel capolavoro cinematografico del 1949 diretto da Carol Reed, con protagonisti leggendari del calibro di Orson Welles, Joseph Cotten e Alida Valli.
Tuttavia, il fascino magnetico del museo travalica ampiamente i confini della cinefilia. Nato dalla straordinaria passione e dall'instancabile ricerca archivistica dei collezionisti e curatori viennesi Gerhard Strassgschwandtner e Karin Höfler, lo spazio funge da ponte perfetto tra fiction e cruda realtà storica. Qui, la pellicola noir funge da chiave d'accesso privilegiata per comprendere il periodo più cupo, ambiguo e dimenticato della capitale: il decennio post-bellico tra il 1945 e il 1955, quando Vienna non era affatto la luccicante metropoli imperiale asburgica, bensì una città ferita a morte, divisa in quattro settori di occupazione alleata e trasformata nel primo, nevralgico epicentro dello spionaggio della Guerra Fredda.
Storia, Spionaggio e Curiosità: La Vienna delle Macerie
Quando lo scrittore britannico Graham Greene giunse a Vienna nel febbraio del 1948 su incarico del produttore Alexander Korda per scrivere il soggetto del film, trovò una capitale spettrale, segnata dalle bombe e dal rigido controllo militare di Stati Uniti, Unione Sovietica, Gran Bretagna e Francia. La celebre Innere Stadt (il 1° distretto) era un settore interalleato pattugliato dal celebre contingente noto come Vier im Jeep (“I quattro sulla jeep”), composto da un soldato per ciascuna delle quattro potenze vincitrici. Greene intuì immediatamente che quel clima claustrofobico, dominato dal mercato nero (Schwarzmarkt) e dal lucroso contrabbando di penicillina adulterata, costituiva la cornice narrativa perfetta per il personaggio mefistofelico di Harry Lime (Orson Welles).
Il Museo del Terzo Uomo racconta con eccezionale rigore storiografico non soltanto i retroscena di quella tormentata produzione cinematografica, ma anche le condizioni di vita dei viennesi dell'epoca: il ruolo delle instancabili Trümmerfrauen (le donne che ripulivano le macerie a mani nude), le tessere annonarie, la fame endemica e i documenti originali dell'amministrazione alleata.
Aneddoti e Segreti dal Set
- La leggenda di Anton Karas: Durante le riprese a Vienna nel 1948, il regista Carol Reed si fermò per una cena tipica in un tradizionale Heuriger di Grinzing. Lì ascoltò per puro caso un musicista sconosciuto, Anton Karas, suonare la cetra da tavolo (Zither). Folgorato da quella melodia malinconica e ipnotica, Reed lo ingaggiò per l'intera colonna sonora. L'album del Harry Lime Theme vendette milioni di copie nel mondo, dando vita a un autentico fenomeno sociologico noto negli anni '50 come "Zither-Boom".
- I sotterranei e la controfigura viennese: Benché le scene ambientate nella rete fognaria della città (Wiener Kanalisation) abbiano consacrato Orson Welles alla storia del cinema, l'attore americano rifiutò categoricamente di trascorrere più del tempo strettamente necessario nel sottosuolo a causa del fetore insopportabile. Molte delle celebri inquadrature di fuga nell'ombra vennero girate utilizzando una controfigura: un vigile del fuoco locale o lo stesso regista.
- L'inquadratura espressionista ad angolo olandese: Carol Reed utilizzò per quasi tutta la pellicola la tecnica della Dutch angle (inquadrature vistosamente inclinate). L'effetto visivo deformante mirava a restituire il senso di disorientamento morale ed etico della Vienna occupata. Al termine delle riprese, il celebre cineasta William Wyler regalò a Reed una livella a bolla con un biglietto ironico: «Carol, usala per raddrizzare la macchina da presa!».
Cosa Vedere Assolutamente nel Museo
La collezione si sviluppa attraverso tredici sale dense di reperti introvabili, distribuite su due appartamenti d'epoca di un tipico palazzo d'affitto viennese (Zinshaus). Tra gli oltre quattromila pezzi esposti, ecco le tappe irrinunciabili del percorso:
- La Cetra Originale di Anton Karas: Uno dei pezzi forti del museo. Si tratta dell'autentico strumento a corda utilizzato da Karas per le sue storiche incisioni e per i concerti promozionali in giro per il mondo, con tanto di bruciature di sigaretta lasciate dal musicista sulla cassa armonica. Il museo espone anche oltre quattrocento versioni in vinile del tema musicale prodotte in ogni angolo del pianeta.
- La Sceneggiatura di Trevor Howard: È possibile ammirare la copia originale del copione appartenuta all'attore britannico Trevor Howard (l'integerrimo Maggiore Calloway nel film), arricchita da annotazioni manoscritte a margine e modifiche di battute concordate sul set.
- La Cinepresa Debrie Parvo L (35mm): La macchina da presa da studio originale con cui vennero immortalate le leggendarie sequenze in bianco e nero della capitale austriaca, premiate con il premio Oscar per la migliore fotografia a Robert Krasker nel 1950.
- Il Proiettore Cinematografico d'Epoca del 1936: Durante il tour viene azionato uno straordinario proiettore vintage che mostra su grande schermo un estratto del film, consentendo di percepire il caratteristico rumore meccanico della pellicola che scorre e la densità originale del contrasto tra luci e ombre.
- La Ricostruzione della Cabina del Riesenrad: Una meticolosa riproduzione scenografica dell'interno della cabina della celebre Ruota Panoramica del Prater, dove si svolge il leggendario confronto filosofico tra Holly Martins e Harry Lime, culminato nel celeberrimo monologo sull'orologio a cucù e sul Rinascimento dei Borgia.
- La Sezione Storica "Vienna 1945–1955": Un archivio formidabile composto da manifesti propagandistici dei quattro occupanti, passaporti speciali (le Alliierte Ausweise necessarie per transitare tra le zone occupate), fotografie inedite delle macerie e testimonianze dirette della vita quotidiana sotto la minaccia dei rapimenti condotti dal KGB sovietico.
Informazioni Pratiche per la Visita
- 📍 Indirizzo e Distretto: Pressgasse 25, 1040 Wien (4. Bezirk – Wieden).
- 🚇 Come arrivare: Linea U-Bahn U4 (fermata Kettenbrückengasse, uscita Naschmarkt, circa 3 minuti a piedi) oppure U1, U2, U4 (nodo di Karlsplatz, a 8 minuti a piedi); linea autobus 59A (fermata Preßgasse).
- 🕒 Orari di apertura: Aperto regolarmente solo il sabato dalle 14:00 alle 18:00. Dal lunedì al venerdì e nei festivi accessibile esclusivamente su prenotazione per visite guidate private di gruppo. Chiusura invernale consueta tra gennaio e fine marzo.
- 🎟️ Biglietti: Ingresso a pagamento: Intero € 12,00; Ridotto € 10,00 (studenti, over 65, possessori di Vienna City Card); Ragazzi (10–16 anni) € 8,00. È disponibile una guida audio digitale gratuita su smartphone in lingua tedesca e inglese.
- 💡 Consiglio da insider: Pianificate il vostro itinerario combinando la visita al museo di sabato con un passaggio mattutino al celebre Flohmarkt (il mercatino delle pulci del Naschmarkt) che si svolge proprio a pochi metri di distanza. Per un'esperienza cinefila assoluta, prenotate in anticipo la Dritte Mann Tour (la discesa guidata nelle vere fogne di Vienna al Karlsplatz) e concludete la giornata al vicino Burg Kino sulla Ringstraße, storico cinema che proietta ancora oggi regolarmente il film in versione originale in lingua inglese.