Nel cuore più aristocratico di Vienna, incastonato nell'elegante cornice di Lobkowitzplatz, sorge il Museo del Teatro (Theatermuseum o formalmente Österreichisches Theatermuseum). Vienna non è semplicemente una capitale europea: è un palcoscenico a cielo aperto dove l'opera, la drammaturgia e la musica sinfonica hanno forgiato l'identità stessa della nazione austriaca. Questo museo, parte integrante del prestigioso polo del Kunsthistorisches Museum (KHM), è il santuario custode della memoria scenica della città. Allestito all'interno di uno dei palazzi nobiliari barocchi più antichi e affascinanti della capitale, il museo svela al visitatore i retroscena, le magie, i bozzetti e le storie umane che hanno animato le leggendarie prime teatrali del Burgtheater e dell'Opera di Stato di Vienna (Wiener Staatsoper).
La cornice che accoglie il museo è un capolavoro architettonico a sé stante: il grandioso Palais Lobkowitz. Edificato alla fine del XVII secolo su progetto del ticinese Giovanni Pietro Tencalla e successivamente rimodellato dal genio del barocco austriaco Johann Bernhard Fischer von Erlach (autore del monumentale portale principale), l'edificio fu la residenza di una delle famiglie più influenti dell'impero asburgico.
I principi Lobkowitz non erano solo aristocratici raffinati, ma appassionati mecenati delle arti. Il principe Franz Joseph Maximilian von Lobkowitz fu uno dei più generosi sostenitori di Ludwig van Beethoven. Fu proprio tra queste mura dorate, nell'autunno del 1804, che Beethoven diresse la primissima esecuzione privata della sua rivoluzionaria Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore, op. 55, passata alla storia con il titolo di Eroica. Il principe mise a disposizione del compositore la propria orchestra privata di corte per provare l'opera: i presenti compresero all'istante che la storia della musica classica era cambiata per sempre.
Nel corso del Novecento, le collezioni teatrali della Biblioteca Nazionale Austriaca crebbero a tal punto da richiedere una sede museale dedicata. Dopo un imponente lavoro di restauro conservativo, il Theatermuseum aprì ufficialmente le porte a Palais Lobkowitz nel 1991, trasformandosi rapidamente in un punto di riferimento internazionale per gli studiosi di scenografia, costumistica e arti performative.
È il cuore pulsante del palazzo e una tappa imprescindibile per ogni amante della musica. Questa sfarzosa sala da concerto è dominata da un maestoso soffitto affrescato nel 1729 dal pittore olandese Jacob van Schuppen, raffigurante allegorie delle Arti e delle Scienze. Fermarsi al centro della sala e contemplare il parquet storico su cui camminò Beethoven, immaginando l'impatto dei primi accordi dell'Eroica diffusi in questo spazio acusticamente perfetto, regala un brivido indimenticabile.
Il museo custodisce una delle tele più celebri e provocatorie del maestro della Secessione viennese: la Nuda Veritas (1899) di Gustav Klimt. Il dipinto, che raffigura una figura femminile nuda e senza compromessi che regge lo specchio della verità, reca in alto una celebre citazione di Friedrich Schiller: "Se non puoi piacere a tutti con le tue azioni e la tua arte, accontenta pochi. Piacere a molti è male". Originariamente appartenuta al critico teatrale Hermann Bahr, l'opera è uno dei manifesti visivi della modernità viennese di fine secolo.
Una sezione che incanta adulti e bambini è quella dedicata a Richard Teschner, pioniere del teatro di figura e maestro dell'Art Nouveau viennese (Jugendstil). Tra gli oggetti esposti spicca il suo Figurenspiegel (Specchio delle Figure), un ingegnoso palco circolare con lenti ottiche speciali e marionette azionate dal basso a bacchetta, ispirate alla tradizione giavanese del Wayang. Le figure di Teschner, intagliate a mano con dettagli finissimi e abiti fiabeschi, possiedono una grazia ipnotica unica al mondo.
Il patrimonio archivistico del museo supera i due milioni di pezzi. Lungo il percorso espositivo si ammirano preziosi plastici teatrali barocchi, bozzetti autografi per le opere di Richard Strauss e scenografie create da artisti leggendari come Alfred Roller, il rivoluzionario scenografo collaboratore di Gustav Mahler. Non mancano abiti di scena indossati dalle dive dell'opera e memorabilia che raccontano la leggendaria rivalità tra i teatri viennesi dell'epoca imperiale.