Nel cuore dell'odierno sesto distretto viennese, celata tra le tranquille vie residenziali di Mariahilf, si erge una gemma preziosa per la storia della musica classica: la Casa Museo di Joseph Haydn (Haydnhaus). Tra queste mura cariche d'atmosfera visse gli ultimi dodici anni della sua straordinaria esistenza Franz Joseph Haydn (1732–1809), universalmente celebrato come il padre spirituale del quartetto d'archi e della forma sinfonica viennese, nonché maestro e amico fraterno di Wolfgang Amadeus Mozart e mentore dell'impetuoso giovane Ludwig van Beethoven.
Acquistata al culmine del suo trionfale soggiorno a Londra, la dimora rappresentò per il compositore una vera e propria oasi di pace suburbana lontana dal trambusto della corte asburgica dell'Innere Stadt. Oggi filiale distaccata del prestigioso circuito museale civico (Wien Museum), l'edificio è un pellegrinaggio irrinunciabile per chi desidera respirare l'autentica temperie intellettuale e artistica del classicismo viennese al tramonto dell'Illuminismo.
Haydn acquistò questa proprietà nel 1793 nell'allora sobborgo rurale di Obere Windmühle. Dopo aver fatto sopraelevare la struttura di un piano, vi si trasferì stabilmente nel 1797 insieme a un piccolo seguito di domestici. Fu proprio in queste stanze raccolte che videro la luce i massimi capolavori della sua maturità senile: i due monumentali oratori La Creazione (Die Schöpfung) e Le Stagioni (Die Jahreszeiten), oltre al celeberrimo inno imperiale "Gott erhalte Franz den Kaiser", la cui melodia costituisce tuttora la base dell'inno nazionale tedesco.
La casa fu testimone anche di eventi storici drammatici. Nel maggio del 1809, mentre le truppe francesi cingevano d'assedio Vienna bombardando la città, l'anziano maestro — ormai debilitato — trascorreva i suoi ultimi giorni allettato. Napoleone Bonaparte in persona, grandissimo estimatore della musica di Haydn, diede l'ordine perentorio di posizionare una guardia d'onore militare francese davanti al portone d'ingresso per proteggere il compositore e garantirgli assoluta serenità. Pochi giorni prima della morte del maestro, un ufficiale di cavalleria napoleonico entrò in casa per rendergli omaggio, cantando al suo capezzale l'aria "Con voce maestosa" tratta proprio da La Creazione.
Tra le curiosità più oscure e affascinanti vi è poi la vicenda postuma delle spoglie di Haydn. Dopo la sepoltura frettolosa nel cimitero di Hundsturm, due seguaci delle teorie pseudoscientifiche della frenologia di Franz Joseph Gall corruppero il becchino e trafugarono il cranio del maestro per esaminarne le protuberanze cerebrali. Il teschio errò per decenni tra collezioni private prima di essere ricongiunto al resto dello scheletro a Eisenstadt solo nel 1954.
La visita museale si sviluppa attraverso ambienti restaurati con meticolosa fedeltà filologica, capaci di restituire l'intimità domestica del genio: