Nel panorama museale viennese, dove il fasto asburgico e il Modernismo d'inizio Novecento la fanno da padroni, l'Albertina Modern (Albertina modern) rappresenta il tassello mancante che proietta la capitale austriaca nel vivo del dibattito artistico contemporaneo. Inaugurato nel maggio 2020 come seconda sede autonoma dello storico museo dell'Albertina, questo spazio espositivo d'avanguardia vanta una delle collezioni di arte moderna, postbellica e contemporanea più prestigiose d'Europa, con oltre 60.000 opere realizzate da più di 5.000 artisti internazionali e austriaci.
Se la sede storica presso l'Augustinerbastei celebra i maestri dal Rinascimento alle avanguardie storiche, l'Albertina Modern si concentra con audacia sul periodo che va dal 1945 ai giorni nostri. È un luogo vibrante, dove l'energia viscerale dell'Azionismo Viennese dialoga con la Pop Art newyorkese e il Neoespressionismo tedesco, offrendo ai visitatori una prospettiva critica ed emozionante sulle fratture, le inquietudini e le rinascite culturali del secondo dopoguerra.
L'edificio che ospita il museo è di per sé un capolavoro denso di aneddoti storici. Si tratta della celebre Künstlerhaus (Casa degli Artisti), maestoso palazzo in stile neoclassico e neorinascimentale eretto tra il 1865 e il 1868 lungo la prestigiosa Ringstraße, su progetto dell'architetto August Weber. La costruzione fu fortemente voluta dalla Genossenschaft der bildenden Künstler Wiens (la Società degli Artisti Figurativi di Vienna), grazie a una donazione del terreno da parte dello stesso imperatore Francesco Giuseppe I.
Questo edificio ha vissuto da protagonista le più grandi dispute artistiche della Mitteleuropa: fu proprio per dissentire dall'impostazione conservatrice che dominava la Künstlerhaus che, nel 1897, una fazione guidata da Gustav Klimt e Koloman Moser abbandonò l'associazione per fondare la celebre Secessione Viennese (Wiener Secession).
Dopo decenni di alterne vicende e un progressivo declino strutturale nel dopoguerra, il palazzo è rinato a nuova vita grazie a un imponente intervento di restauro filologico e ammodernamento durato oltre tre anni e finanziato dal mecenate e costruttore austriaco Hans Peter Haselsteiner. Oggi, l'architettura storica e gli interni museali ultramoderni convivono in oltre 2.500 metri quadrati espositivi, dotati di tecnologie museografiche di ultimissima generazione in grado di valorizzare tele monumentali, sculture immersive e installazioni multimediali.
L'Albertina Modern non segue un allestimento cronologico statico, ma rinnova periodicamente le proprie sale attraverso mostre tematiche di altissimo profilo scientifico, attingendo al proprio sconfinato patrimonio e in particolare alle prestigiose acquisizioni della Collezione Essl (Sammlung Essl) e della Collezione Jablonka. Ecco i percorsi e i capolavori cardine da non perdere durante la visita: