Nel cuore dell'Innere Stadt, incastonato nell'elegante cornice alberata di Beethovenplatz e a pochi passi dalle sale dorate del Konzerthaus, troneggia uno dei memoriali musicali più carichi di forza espressiva e drammaticità del mondo: il Monumento a Ludwig van Beethoven (Beethoven-Denkmal). Questo capolavoro bronzeo non celebra semplicemente uno dei più grandi geni che l'umanità abbia mai conosciuto, ma rende omaggio al legame indissolubile tra Vienna e il compositore che ne scosse per sempre le fondamenta musicali, trasformando il Classicismo nell'impeto rivoluzionario del Romanticismo.
Nato a Bonn ma trasferitosi a Vienna nel 1792 per studiare con Joseph Haydn, Ludwig van Beethoven (1770–1827) visse nella capitale asburgica per ben trentacinque anni, fino alla sua morte. Qui compose capolavori titanici come la Quinta Sinfonia, il Fidelio, la Missa Solemnis e la monumentale Nona Sinfonia con l'immortale Inno alla gioia. Il monumento a lui consacrato cattura perfettamente la tempra indomita dell'artista: una figura fiera, tragica e solenne che sfida le avversità del destino e la terribile condanna della sordità con la potenza incontaminata del suo fuoco creativo.
L'iniziativa per la realizzazione del monumento partì nel 1871 dalla prestigiosa Gesellschaft der Musikfreunde (Società degli Amici della Musica), presieduta dal mecenate Nikolaus Dumba. Per finanziare l'ambiziosa opera si mobilitò l'intera élite musicale europea: tra i più generosi sostenitori vi furono Franz Liszt e Johannes Brahms, che tennero concerti straordinari per raccogliere i fondi necessari. Il concorso fu vinto dal sommo scultore Caspar von Zumbusch (già autore del monumento a Maria Teresa), mentre il possente basamento fu realizzato dal maestro scalpellino Eduard Hauser. L'inaugurazione ebbe luogo con solenni festeggiamenti il 1° maggio 1880.
La storia dell'opera è ricca di affascinanti dettagli storici e rimandi artistici:
Il monumento di Caspar von Zumbusch si legge come un poema sinfonico tradotto in materia plastica, arricchito da una densa simbologia mitologica:
Il compositore siede su un basamento quadrangolare, avvolto in un ampio mantello che lascia scoperte le braccia. Con la mano sinistra tiene un taccuino di appunti musicali, mentre la mano destra è serrata con vigore. I tratti fisionomici sono scolpiti con penetrante verismo: la fronte spaziosa solcata da pensieri profondi, i capelli arruffati dal vento dell'ispirazione e le labbra serrate comunicano tutta la solitudine e la titanica determinazione dell'uomo che ha saputo "afferrare il destino alla gola".
Sul basamento, ai lati del maestro, siedono due grandiose figure allegoriche della mitologia greca:
Intorno al piedistallo in pietra si muovono nove graziosi putti musicanti: ognuno di essi personifica una delle Nove Sinfonie composte da Beethoven. Si possono scorgere angioletti che suonano strumenti a fiato, cembali, o tengono maschere teatrali, culminando nei cherubini sul retro che evocano l'abbraccio universale dell'Inno alla gioia.
La piazza offre una straordinaria quintessenza architettonica della Vienna del Ring: alle spalle del monumento si staglia la facciata neogotica in mattoni a vista dell'Akademisches Gymnasium, opera del celebre architetto Friedrich von Schmidt (lo stesso progettista del Municipio di Vienna, il Rathaus).