Nel rigoglioso scenario dello Stadtpark, il parco pubblico più musicale al mondo, si erge un tributo unico a uno dei compositori più amati e rivoluzionari della tradizione asburgica: il Monumento a Franz Lehár (Franz-Lehár-Denkmal). Se Johann Strauss figlio ha consacrato Vienna con il valzer durante l'epoca d'oro imperiale, fu Franz Lehár a rinnovarne il mito teatrale all'inizio del Novecento, traghettando il genere nella celebre Epoca d'Argento dell'Operetta (Silberne Operettenära).
Autore di capolavori immortali come La vedova allegra (Die lustige Witwe) e Il paese del sorriso (Das Land des Lächelns), Lehár conquistò i teatri di Vienna, Broadway e Parigi con melodie avvolgenti, un'orchestrazione sinfonica raffinata e un tocco di malinconia mitteleuropea. Il monumento a lui dedicato rappresenta un punto d'interesse affascinante e insolito: a differenza delle statue ottocentesche del parco, questo monumento fonde il ritratto scultoreo con un linguaggio plastico moderno e geometrico, creando un ponte visivo tra la memoria asburgica e l'arte del secondo dopoguerra.
Inaugurato solennemente il 29 aprile 1980 alla presenza dell'allora Presidente federale austriaco Rudolf Kirchschläger, il monumento fu realizzato dallo scultore austriaco Franz Anton Coufal. La composizione rompe con la consueta estetica accademica: imponenti blocchi di marmo bianco sono assemblati con un gusto espressivo e quasi cubista, evocando l'imponenza scenografica di un palcoscenico teatrale. Al centro della composizione, collocato su un basamento avanzato, spicca il busto scultoreo sovradimensionato di Lehár, accompagnato dalla riproduzione incisa della sua firma autografa.
La vita di Franz Lehár (1870–1948) è intessuta di aneddoti straordinari che riflettono la grandezza e le contraddizioni della storia viennese:
Una sosta al monumento di Franz Lehár permette di apprezzare dettagli artistici precisi e di integrarlo in una perfetta passeggiata musicale:
Osserva la maestria con cui lo scultore Franz Coufal ha contrapposto la superficie levigata del ritratto fisionomico del compositore – caratterizzato dallo sguardo intenso e dai baffi aristocratici – con le geometrie asimmetriche e le finiture scabre dei blocchi di marmo retrostanti.
Sul basamento inferiore sinistro si trova la firma autentica di Lehár scolpita nella pietra: un dettaglio grafico che richiama gli autografi sui programmi di sala dell'epoca e le dediche sulle partiture originali custodite negli archivi della Wienbibliothek.
Il monumento a Lehár non è isolato: si trova a pochi passi dalla sfavillante statua dorata di Johann Strauss figlio, dal monumento neogotico a Franz Schubert e dal busto di Robert Stolz, offrendo una sintesi monumentale dell'età dell'oro e dell'argento della musica viennese.