Nel maestoso scenario semicircolare di Michaelerplatz, dove la Vienna imperiale svela uno dei suoi volti più scenografici, sorge una delle opere scultoree più imponenti e sorprendenti della capitale: la Fontana della Potenza Marittima (in tedesco nota come Brunnen „Die Macht zur See“). Incastonata nella grandiosa facciata neobarocca del Michaelertrakt (l'ala di San Michele del palazzo imperiale della Hofburg), questa fontana monumentale rappresenta un capitolo affascinante e spesso sottovalutato della storia asburgica: l'orgoglio navale e la proiezione marittima dell'Impero Austro-Ungarico.
Mentre la maggior parte dei viaggiatori associa l'Austria alle vette alpine e alla navigazione sul Danubio, la fontana testimonia l'epoca in cui Vienna dominava l'Alto Adriatico con i porti franchi di Trieste e Fiume e con la prestigiosa base navale di Pola. Quest'opera teatrale, dinamica e travolgente, fa da contraltare alla gemella Macht zu Lande („La Potenza Terrestre“), collocata sull'estremità opposta della facciata: insieme celebrano l'autorità imperiale di Francesco Giuseppe I su terra e su mare.
Sebbene il progetto della maestosa facciata curvilinea del Michaelertrakt risalga al 1726, ideato dal celebre architetto barocco Joseph Emanuel Fischer von Erlach, la sua effettiva costruzione rimase incompiuta per oltre un secolo e mezzo. Solo tra il 1889 e il 1893, sotto la guida dell'architetto di corte Ferdinand Kirschner, i piani originari vennero ripresi e riadattati al gusto monumentale dell'epoca della Ringstraße.
Per riempire la monumentale nicchia del padiglione sud-orientale (a ridosso della Cavallerizza d'Inverno, la Winterreitschule), l'imperatore affidò l'incarico al celebre scultore viennese Rudolf Weyr (1847–1914), uno dei massimi esponenti dello storicismo neobarocco della scuola imperiale. Weyr iniziò l'opera nel 1893 e la fontana fu solennemente inaugurata nel 1895, riscuotendo un immediato plauso popolare per l'audacia compositiva e la straordinaria espressività plastica.
L'impatto visivo della fontana si deve anche a una studiata selezione di materiali nobili provenienti da diverse parti d'Europa:
Se osservi con attenzione il possente dio Nettuno, noterai un volto sorprendentemente realistico e severo. Le cronache viennesi dell'epoca raccontano che Weyr non scelse un modello anonimo: prestò le sembianze al dio del mare il giornalista Friedrich Uhl, influente caporedattore della Wiener Zeitung e, non a caso, suocero dello stesso scultore (avendo Weyr sposato la figlia Marie). Altre fonti d'epoca sostengono che a posare per la maestosa barba del sovrano degli abissi sia stato anche l'amico incisore ed erudito Emerich Ranzoni.
Un altro dettaglio per appassionati: sulla fiancata destra della prora rostrata, proprio sopra la cascata d'acqua, si può ancora oggi leggere l'incisione autografa dello scultore: „WEYR 1895“.
La composizione è concepita secondo i dettami della retorica barocca berniniana, reinterpretata in chiave fin de siècle, dove il dramma delle figure si fonde armoniosamente con il rumore scrosciante dell'acqua.
Al vertice dell'intero gruppo svetta la figura allegorica dell'Austria, alta ben quattro metri. Incoronata e fiera, domina la prua tagliente di una nave da guerra ellenico-romana munita di rostri. Il suo panneggio aderente, mosso dalla brezza marina, e la postura risoluta simboleggiano la sovranità intoccabile della corona asburgica sui commerci marittimi e sulle rotte dell'Adriatico e del Mediterraneo.
Ai piedi dell'imbarcazione si scatena il caos delle forze naturali: un possente Tritone lotta tra le onde tumultuose, mentre un mostro marino dalle fauci aperte sembra minacciare l'incedere della nave prima di essere respinto. Al centro, un Titano rovesciato simboleggia i nemici della monarchia o le tempeste domate dall'ingegno umano.
Immerso tra gli speroni di roccia, il dio Nettuno stringe con fermezza il suo tridente. A differenza del furore dei mostri marini sottostanti, la sua espressione è calma e autorevole, a indicare che persino la divinità del mare asseconda il destino glorioso della flotta asburgica.
Non limitarti a fotografare questo lato della piazza: attraversa il monumentale passaggio sotto la Michaelerkuppel per ammirare la fontana gemella posta a sinistra, Macht zu Lande, realizzata da Edmund Hellmer nel 1897. Noterai subito il contrasto: se la fontana marittima di Weyr è fluida, vorticosa e dominata da una figura femminile, quella terrestre di Hellmer è dominata da un eroe maschile fiero e incrollabile, che si batte contro mostri tellurici per difendere i confini dell'Impero.