All’ombra maestosa del teatro lirico più celebre al mondo, la Wiener Staatsoper, si cela un monumento scultoreo di rara intensità teatrale: la Fontana di Loreley (Loreleibrunnen). Conosciuta storicamente insieme alla sua gemella come uno dei due monumentali Opernbrunnen, questa fontana marmorea accoglie passanti, melomani e viaggiatori sul lato orientale dell'edificio, affacciata sulla vivace Kärntner Straße e su Herbert-von-Karajan-Platz.
Mentre la maggior parte dei visitatori si concentra sulla sontuosa facciata rinascimentale del teatro, fermarsi ad ammirare la Fontana di Loreley significa cogliere l'essenza stessa del melodramma ottocentesco. Commissionata durante la grande trasformazione urbanistica imperiale voluta da Francesco Giuseppe I, la fontana unisce la perizia architettonica dei maestri della Ringstraße con la potenza evocativa delle saghe mitologiche mitteleuropee, offrendo una sosta romantica e suggestiva prima di immergersi nell'eleganza del centro storico.
La fontana venne inaugurata il 25 maggio 1869, lo stesso giorno in cui la Wiener Hofoper aprì trionfalmente le sue porte con il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart. Il progetto architettonico complessivo fu affidato alla celebre coppia di architetti Eduard van der Nüll e August Sicard von Sicardsburg, le menti dietro l'intera Staatsoper. La vicenda dei due architetti è una delle pagine più drammatiche della Vienna imperiale: aspramente criticati dalla corte e dalla stampa per le proporzioni dell'edificio, Van der Nüll si tolse la vita poche settimane prima del completamento e Sicardsburg morì di crepacuore poco dopo, senza mai vedere i loro capolavori compiuti.
Le splendide sculture in marmo furono invece modellate dal talentuoso scultore carinziano Hanns Gasser, che riuscì a completare i modelli prima della sua scomparsa prematura nel 1868. Gasser concepì le due fontane ai lati dell'Opera come un dittico speculare: a ovest (lungo la Operngasse) sorge la Fontana della Musica (Musikbrunnen), dedicata alla gioia, alla spensieratezza e alla danza; a est, invece, la Fontana di Loreley incarna il registro tragico ed eroico dell'opera lirica.
La scelta della protagonista rimanda alla leggenda della ninfa del Reno, resa immortale dalle poesie di Clemens Brentano e Heinrich Heine: la sirena ammaliatrice che con il suo canto irresistibile conduceva i marinai alla rovina. Durante i bombardamenti aerei che devastarono Vienna il 12 marzo 1945, la fontana subì gravissimi danni insieme all'Opera stessa; tuttavia, grazie a un meticoloso lavoro di restauro filologico nel dopoguerra, il monumento è tornato a risplendere esattamente come appariva ai tempi dell'Impero austro-ungarico.
Avvicinandosi alla fontana, lo sguardo viene guidato da una studiata composizione piramidale ricca di allegorie teatrali:
In cima alla colonna centrale troneggia la ninfa Loreley, effigiata in una posa al contempo seducente e malinconica. Con lo sguardo rivolto verso l'orizzonte e le vesti mosse da una brezza invisibile, la figura incarna il potere irresistibile e pericoloso del canto e dell'arte musicale, capace di travolgere l'animo umano.
Sul piedistallo intermedio, subito sotto Loreley, siedono tre imponenti figure femminili a grandezza naturale, autentiche personificazioni dei temi cardine dell'opera tragica:
Il basamento circolare a gradini è scolpito nella resistente pietra calcarea di Wöllersdorf. L'acqua zampilla con eleganza da mascheroni bronzei grotteschi, riversandosi nel bacino inferiore con un fruscio costante che mitiga il rumore del traffico urbano della Ringstraße.