Nel cuore pulsante della Vienna imperiale, adagiata sull'elegante piazza del Neuer Markt, sorge uno dei capolavori scultorei più affascinanti e controversi del Settecento europeo: la celebre Fontana di Donner (conosciuta in tedesco come Donnerbrunnen, o ufficialmente Providentiabrunnen). Creata dal genio visionario dello scultore Georg Raphael Donner, quest'opera monumentale incarna la transizione dal fasto barocco alla grazia luminosa del primo neoclassicismo viennese. Più che un semplice punto d'acqua urbano, la fontana rappresenta un inno poetico alle vie d'acqua che nutrono l'Austria e una testimonianza tangibile del gusto raffinato, ma non privo di scandali, della corte asburgica.
Commissionata dalla municipalità di Vienna nel 1737 e inaugurata nel 1739 nel giorno dell'onomastico dell'imperatore Carlo VI, la fontana nacque con un duplice scopo: celebrare la lungimiranza del governo imperiale nell'approvvigionamento idrico della capitale e dotare il vivace mercato cittadino di un monumento maestoso. Donner scelse di allontanarsi dai consueti marmi e pietre, optando per una lega morbida a base di piombo e stagno, un materiale che conferiva alle sculture una lucentezza perlacea e una morbidezza anatomica senza precedenti.
Tuttavia, il realismo sensuale e la disinvolta nudità delle figure suscitarono ben presto l'indignazione degli ambienti più conservatori. Nel 1773, sotto il regno dell'imperatrice Maria Teresa, la famigerata Commissione della Castità (Keuschheitskommission) ordinò la rimozione immediata delle statue dalla pubblica piazza, giudicandole scandalose e lascive, con l'intento di fonderle per ricavarne metallo utile ad altri scopi. A salvare questo capolavoro dalla distruzione fu lo scultore accademico Johann Martin Fischer, che ne riconobbe l'inestimabile valore artistico e le custodì gelosamente, riuscendo a farle restaurare ed esporre nuovamente all'inizio dell'Ottocento.
Le figure che ammiriamo oggi all'aperto nella fontana sul Neuer Markt sono perfette copie in bronzo fuse nel 1873 da Franz Pönninger per preservare i delicati originali dalle intemperie, i quali sono oggi custoditi come tesori nazionali all'interno delle prestigiose collezioni del Belvedere e del Wien Museum.
L'impianto architettonico e iconografico della Donnerbrunnen è una complessa allegoria idrica e politica, studiata in ogni minimo dettaglio per catturare l'attenzione dell'osservatore da ogni angolazione:
Dopo un lungo e meticoloso intervento di riqualificazione urbanistica che ha trasformato la piazza in una zona completamente pedonale lastricata in pietra chiara, la Donnerbrunnen è tornata a essere il fulcro scenografico indiscusso del Neuer Markt. L'assenza di traffico veicolare permette oggi di apprezzare il monumento proprio come fu concepito nel XVIII secolo: un luogo di sosta, contemplazione estetica e socialità nel cuore del centro storico viennese.