Immerso nella quiete alberata del Weghuberpark, a pochi passi dall'elegante prospettiva del Volkstheater e ai margini dell'imponente Ringstraße, si trova uno dei tributi scultorei più intimi e lirici della capitale: il Monumento a Ferdinand Raimund (in tedesco Ferdinand-Raimund-Denkmal). Dedicato a uno dei padri nobili del teatro popolare viennese (Alt-Wiener Volkstheater), questo splendido complesso in pietra bianca non ritrae il drammaturgo con la rigida solennità tipica dei monumenti asburgici di fine Ottocento, ma ne svela l'animo poetico, introspettivo e sognante. Per gli appassionati di storia del costume, teatro e arte mitteleuropea, questa sosta è imprescindibile per comprendere la peculiare sensibilità dell'epoca Biedermeier, sospesa tra comicità popolare, magia fiabesca e un'incurabile malinconia.
Nato a Vienna nel 1790 come Ferdinand Jakob Reimann, Ferdinand Raimund fu attore formidabile e autore di capolavori teatrali entrati nel DNA austriaco, quali Der Alpenkönig und der Menschenfeind ("Il re delle Alpi e il misantropo") e Der Verschwender ("Lo spendaccione"), da cui è tratta l'immortale Hobellied ("La canzone della pialla"), melodia simbolo della fugacità dei beni terreni. Mentre il suo celebre rivale contemporaneo Johann Nestroy sferzava il pubblico con una satira acuta, cinica e disillusa, Raimund infuse nei suoi testi la magia dei racconti popolari (Zaubermärchen), dove spiriti benevoli, fate e allegorie morali guidavano l'essere umano verso la saggezza.
La sua esistenza fu tuttavia segnata da tormenti interiori, ipocondria e da una fine drammatica: nel 1836, morso dal proprio cane da caccia e terrorizzato dalla convinzione di aver contratto la rabbia, Raimund si tolse la vita a soli 46 anni. Quasi sei decenni dopo la sua scomparsa, un prestigioso comitato guidato dal celebre mecenate e industriale Nicolaus Dumba decise di erigere un monumento imperituro al poeta. Il concorso fu vinto dal talentuoso scultore viennese Franz Vogl (1861–1921), che si dedicò anima e corpo al progetto per otto anni, visitando la tomba di Raimund a Gutenstein e studiando minuziosamente ritratti e manoscritti dell'autore per coglierne la vera scintilla creativa.
L'inaugurazione avvenne con grande concorso di popolo il 1° giugno 1898, data del centottesimo anniversario della nascita dell'artista, alla presenza dell'arciduca Ottone d'Asburgo. In origine, la statua sorgeva direttamente sul piazzale antistante l'ingresso del Deutsches Volkstheater (progettato dai celebri architetti teatrali Fellner & Helmer). La collocazione voleva essere un monito simbolico: ricordare costantemente ai direttori del teatro di mettere in scena le opere della tradizione viennese anziché cedere solo ai drammi stranieri moderni.
Nell'ottobre del 1938, a causa dell'aumento del traffico veicolare lungo Neustiftgasse e delle modifiche urbanistiche imposte dall'amministrazione dell'epoca, il monumento fu arretrato di poche decine di metri e trasferito all'interno del limitrofo Weghuberpark, antica pertinenza a giardino del barocco Palais Trautson. La nuova cornice verde e appartata ha finito per donare all'opera un contesto ancora più intonato all'atmosfera pastorale e riflessiva cara al drammaturgo.
Avvicinandosi al monumento, è possibile apprezzare la raffinatezza plastica e il gioco simbolico ideato da Franz Vogl, ricco di dettagli aneddotici: