Nel cuore nobile e raccolto di Am Hof, la piazza più antica e storicamente densa del centro imperiale, svetta verso il cielo una delle testimonianze sacre e artistiche più affascinanti della capitale austriaca: la Colonna Mariana (Mariensäule, nota anche come Mariensäule Am Hof). Eretta su una colonna slanciata coronata dalla figura bronzea della Vergine Maria Immacolata, quest'opera monumentale domina lo spazio urbano antistante la scenografica Kirche am Hof, narrando al visitatore una delle pagine più drammatiche ed epiche della storia mitteleuropea.
Considerata il prototipo e l'archetipo spirituale delle innumerevoli colonne votive fiorite in tutte le terre della corona asburgica, la Colonna Mariana di Vienna unisce la devozione tridentina al virtuosismo delle fonderie imperiali seicentesche. Non si tratta soltanto di un'opera d'arte barocca di sublime fattura, ma del monumento tangibile alla salvezza della città durante gli orrori della Guerra dei Trent'anni.
Nella primavera del 1645, la Guerra dei Trent'anni sembrava sul punto di decretare la capitolazione definitiva della casa d'Austria. Le temibili armate protestanti svedesi, guidate dal feldmaresciallo Lennart Torstensson, avevano travolto la Boemia e marciavano a tappe forzate su Vienna, accampandosi minacciosamente a nord del Danubio, a ridosso dell'odierna Floridsdorf. Con la capitale sguarnita e nel panico più totale, l'imperatore Ferdinando III d'Asburgo pronunciò un solenne voto pubblico:
Se la città fosse scampata all'assedio e al saccheggio degli svedesi, il sovrano avrebbe eretto nella pubblica piazza un grandioso monumento votivo consacrato all'Immacolata Concezione, patrona dell'Austria. Miracolosamente, dopo feroci scontri alle teste di ponte e l'improvviso ritiro delle truppe svedesi per problemi logistici ed epidemie, Vienna fu salva.
La prima versione del monumento, progettata in candida pietra arenaria dallo scultore Johann Jacob Pock (autore del monumentale altare maggiore del Duomo di Santo Stefano), venne inaugurata nel 1646. Tuttavia, pochi decenni dopo, il figlio e successore di Ferdinando, l'imperatore Leopoldo I, decise che un voto di tale portata meritava un materiale imperituro e più sontuoso.
Tra il 1664 e il 1667, Leopoldo commissionò una nuova versione interamente in bronzo al celebre mastro fonditore imperiale Balthasar Herold (kaiserlicher Stückgießer), con la supervisione artistica del grande scenografo di corte Lodovico Ottavio Burnacini. Ma che fine fece l'originale in pietra seicentesca? Leopoldo I la donò generosamente al conte Georg Ludwig von Sinzendorf: il monumento originale fu imbarcato sul Danubio e trasferito a Wernstein am Inn, in Alta Austria, dove troneggia tuttora sulla riva del fiume, costituendo un affascinante "gemello di pietra" della colonna viennese.
La Colonna Mariana offre un apparato scultoreo ricchissimo di allegorie morali e dettagli plastici: