All'ombra dei tigli centenari dell'antica piazza Am Platz, nel cuore più aristocratico e suggestivo del tredicesimo distretto viennese, si erge una perla scultorea del Settecento austriaco: la Colonna Mariana di Hietzing (Mariensäule in Hietzing, nota anche come Mariensäule Am Platz o Immaculatasäule). Situata a ridosso dell'abside della celebre Pfarr- und Wallfahrtskirche Maria Hietzing e a pochissimi passi dai cancelli monumentali della reggia imperiale di Schönbrunn, quest'opera rappresenta il fulcro visivo e devozionale del borgo che un tempo ospitava la corte estiva degli Asburgo e i grandi aristocratici dell'Impero.
Spesso trascurata dalle masse di turisti che si riversano direttamente verso il palazzo reale, questa colonna votiva è uno dei vertici del Tardo Barocco viennese fuori dalle antiche mura cittadine. Fermarsi ad ammirarla permette di cogliere l'autentica atmosfera del sobborgo nobiliare asburgico, intrecciando fede, leggende d'assedio contro le armate ottomane e una raffinatezza plastica figlia della grande scuola scultorea dell'era di Carlo VI.
La colonna fu eretta nel 1730 per volontà testamentaria ed eredità della nobildonna Maria Catharina Baronessa de Scalvignoni, figura di spicco dell'aristocrazia legata alla corte asburgica. La baronessa volle offrire un tributo imperituro al santuario mariano di Hietzing, già all'epoca meta prediletta di devoti e pellegrini provenienti da tutta l'Austria centrale.
L'importanza urbanistica e identitaria del monumento fu tale che l'intero piazzale storico su cui sorge prese originariamente il toponimo di Marienplatz proprio in omaggio alla colonna mariana. Soltanto nel corso dell'Ottocento lo slargo venne ribattezzato prima Kirchenplatz e infine, nel 1894 con l'annessione dei sobborghi alla Grande Vienna municipale, assunse il nome definitivo di Am Platz, a ricordo dell'antico luogo di ritrovo e mercato domenicale della comunità rurale e nobiliare.
La Colonna Mariana dialoga direttamente con la leggenda fondativa di Hietzing, riprodotta persino sullo stemma ufficiale del distretto. Durante il Primo Assedio Ottomano di Vienna del 1529, quattro contadini del luogo furono catturati dai cavalieri turchi e legati a una possente quercia per essere giustiziati. I prigionieri invocarono con fervore la Vergine Maria, la cui immagine sacra era celata tra i rami dell'albero: le corde si sciolsero miracolosamente e una fitta nebbia avvolse la radura, consentendo agli uomini di fuggire incolumi. La quercia del miracolo (Hietzinger Baumwunder) diede origine al santuario che nel Settecento la baronessa de Scalvignoni volle onorare con la spettacolare colonna votiva.
L'opera ha attraversato i secoli conservando intatta la sua carica scenografica grazie a periodici interventi di restauro: il primo nel 1772 in piena epoca teresiana, poi nel 1894 e infine nel 1918, proprio mentre tramontava l'aquila bicipite degli Asburgo.
Dal punto di vista artistico, il monumento si distingue dalle tradizionali colonne corinzie per l'adozione dell'ardita soluzione a "fumo sacro":