Nel grandioso mosaico della statuaria viennese a cavallo tra Otto e Novecento, il nome dello scultore Arthur Kaan (noto anche come Artur Kaan, 1864–1940) occupa un ruolo di primo piano, collegato a una delle espressioni plastiche più intense e struggenti del crepuscolo asburgico: la monumentale figura dell'Ulano appoggiato alla sciabola (Ulan, auf Säbel gestützt). Posizionata scenograficamente davanti all'imponente facciata in cotto bizantino-moresca del Museo di Storia Militare (Heeresgeschichtliches Museum - HGM), all'interno del celebre complesso fortificato dell'Arsenale di Vienna (Wiener Arsenal), quest'opera scultorea rappresenta un vertice assoluto dell'arte commemorativa tardo-imperiale.
Lontano dalla retorica celebrativa e trionfalistica dei monumenti equestri della Ringstraße, il monumento di Arthur Kaan cattura la fine di un'epoca. Ammirarlo significa comprendere il drammatico passaggio tra lo splendore della Belle Époque mitteleuropea e il crollo dell'Impero austro-ungarico durante la Prima Guerra Mondiale, immortalato nel bronzo con una sensibilità psicologica di sconcertante modernità.
Nato a Klagenfurt nel 1864 e trasferitosi giovanissimo nella capitale, Arthur Kaan si formò nel cuore pulsante dell'accademismo viennese: studiò all'Accademia di Belle Arti (Akademie der bildenden Künste) sotto la guida di giganti dello Storicismo quali Carl Kundmann (autore della Fontana di Atena Pallade davanti al Parlamento) ed Edmund Hellmer. Divenuto membro influente della prestigiosa Wiener Künstlerhaus nel 1896, Kaan collaborò fianco a fianco persino con il pioniere della Secessione viennese Joseph Maria Olbrich, realizzando monumenti imperiali e tombe d'onore che fondevano rigore classico e nuove linee moderniste.
Allo scoppio del primo conflitto mondiale nel 1914, Kaan venne inizialmente esentato dalla leva militare per lavorare ai rilievi scultorei del progettato Kaiser Franz-Joseph-Stadtmuseum. Successivamente fu arruolato nello storico reggimento viennese di fanteria n. 4 Hoch- und Deutschmeister. Riconosciuto il suo straordinario talento artistico, nel luglio del 1917 venne aggregato al celebre k.u.k. Kriegspressequartier (il Quartier Generale della Stampa di Guerra imperial-regio), l'ufficio speciale di propaganda e documentazione in cui militarono menti del calibro di Stefan Zweig, Egon Erwin Kisch e Robert Musil.
Proprio durante gli anni bellici (tra il 1914 e il 1915), Kaan concepì il suo capolavoro: la statua dell'Ulano (Ulan). Gli ulani costituivano l'aristocrazia della cavalleria leggera austro-ungarica, reclutati prevalentemente nelle terre galiziane e polacche dell'Impero. Nella scultura, tuttavia, il cavaliere non è colto nell'ebbrezza della carica, bensì appiedato, solitario e assorto nei propri pensieri. Con le due mani abbandonate sopra l'elsa della sciabola e lo sguardo perso nel vuoto, la figura divenne immediatamente l'emblema visivo della stanchezza bellica, del presagio della disfatta e del lutto silenzioso che avvolgeva le famiglie viennesi.
Per gli amanti dell'arte e della scultura monumentale, l'eredità di Arthur Kaan si svela attraverso un itinerario affascinante che attraversa Vienna: