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Vecchio istituto di chimica altes chemisches institut

Vecchio istituto di chimica altes chemisches institut

Il tempio della scienza imperiale: alla scoperta del Vecchio Istituto di Chimica (Altes Chemisches Institut)

Nel cuore dell'Alsergrund, il nono distretto tradizionalmente consacrato alla medicina, alla scienza e al pensiero accademico viennese, si erge una delle gemme architettoniche più affascinanti e spesso ingiustamente trascurate dai classici itinerari turistici: il Vecchio Istituto di Chimica (Altes Chemisches Institut, noto anche come Erstes Chemisches Institutsgebäude). Progettato tra il 1869 e il 1872 da uno dei massimi maestri del classicismo e dello storicismo mitteleuropeo, il barone Heinrich von Ferstel — già celebre artefice della monumentale Votivkirche e del palazzo dell'Università di Vienna —, questo edificio incarna il momento d'oro in cui l'Impero austro-ungarico decise di trasformare la ricerca scientifica in un vero e proprio monumento civile.

Lontano dal bianco intonaco o dai toni pastello tipici del barocco asburgico, l'istituto sorprende per la sua severa eleganza in mattoni a vista e terrecotte policrome, offrendo una testimonianza tangibile della Wiener Chemische Schule ("Scuola Chimica Viennese"). Visitare questo scorcio tra la vivace Währinger Straße e la tranquilla Wasagasse significa immergersi in una Vienna diversa: operosa, modernista, intrisa di scoperte pionieristiche, ma anche segnata da drammatici capitoli di eroismo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Storia, architettura e curiosità tra mattoni rossi e ricerca pionieristica

La nascita dell'istituto si deve alla travolgente popolarità accademica di Josef Redtenbacher, allievo del padre della chimica moderna Justus von Liebig. Le lezioni di Redtenbacher attiravano un numero tale di studenti da rendere del tutto inadeguati i vecchi laboratori del Theresianum. Nel 1869 il Ministero della Pubblica Istruzione stanziò circa 670.000 fiorini (Gulden) — una cifra vertiginosa per l'epoca — affidando a Ferstel il compito di progettare un edificio all'avanguardia che coniugasse funzionalità laboratoristica e dignità monumentale.

Dal punto di vista artistico, Ferstel scelse lo stile del Rinascimento italiano reinterpretato secondo i canoni del cosiddetto Strenger Historismus (Storicismo severo). La caratteristica più magnetica dell'edificio risiede nell'uso magistrale del paramento in mattoni a vista (Ziegelrohbau), decorato con inserti finemente smaltati prodotti dalle storiche fornaci viennesi di Wienerberger. La facciata policroma dialoga con i fregi a sgraffito realizzati dal pittore Ignaz Schönbrunner e con i busti e le sculture scaturiti dallo scalpello di Josef Pokorny. L'istituto era concepito con sofisticati camini di ventilazione per i gas tossici e ampie vetrate ad arco per catturare la luce naturale necessaria all'analisi cromatica delle reazioni chimiche.

Tra queste aule e laboratori hanno mosso i primi passi giganti della scienza come Carl Auer von Welsbach, inventore della reticella per luce a gas e pioniere delle terre rare, e Margarethe Furcht, che nel 1902 divenne la prima donna a conseguire un dottorato in chimica presso l'Università di Vienna sotto la guida di Adolf Lieben. Quando nel primo Novecento fu inaugurato il più grande complesso chimico-fisico poco più a monte (il Neues Chemisches Institut), l'edificio di Währinger Straße 10 passò all'Istituto Farmaceutico e successivamente alla Medizinische Universität Wien.

L'aneddoto eroico: il sacrificio per il microscopio elettronico
L'edificio custodisce una delle storie di resistenza più toccanti della Vienna bellica. Il 5 aprile 1945, mentre l'Armata Rossa combatteva ormai alle porte della città, un reparto delle SS fece irruzione per distruggere il preziosissimo microscopio elettronico dell'istituto, uno dei pochissimi allora esistenti in Europa. Due giovani scienziati e assistenti universitari, il chimico Dr. Kurt Horeischy e il fisico Dr. Hans Vollmar, tentarono con coraggio disarmato di sbarrare il passo alle truppe naziste per impedire la devastazione dello strumento. Furono barbaramente fucilati sul posto pochi giorni prima della liberazione della città: una lapide commemorativa nell'atrio ricorda ancora oggi il loro sacrificio in nome della scienza e della libertà.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata in clinker e maioliche Wienerberger: Ammira dall'esterno la scansione ritmica delle finestre centinate, le cornici marcapiano in pietra da taglio e gli splendidi inserti ornamentali in terracotta smaltata di colore verde e ocra, capolavoro dell'industria laterizia asburgica del tardo Ottocento.
  • Gli sgraffiti e le pitture di Ignaz Schönbrunner: I fregi sottogronda e i motivi ornamentali che celebrano il legame tra le arti applicate e le scienze naturali.
  • Il maestoso atrio d'ingresso (Vestibül): Varcato il portone, si apre uno scalone d'onore in pietra caratterizzato da volte a crociera, colonne slanciate e un'illuminazione d'atmosfera d'altri tempi.
  • I monumenti alla memoria accademica: Nel vestibolo si trovano il busto marmoreo del celebre chimico Ludwig Barth von Barthenau, il rilievo dedicato a Hugo Weidel e la toccante targa commemorativa che onora Kurt Horeischy e Hans Vollmar.
  • I camini di sfiato originali: Alzando lo sguardo verso la linea del tetto si possono notare i caratteristici comignoli di sfogo decorati, originariamente progettati da Ferstel e Redtenbacher come pionieristico sistema di aerazione dei banconi da laboratorio.

Informazioni Pratiche per la Visita

  • 📍 Indirizzo e Distretto: Währinger Straße 10 (angolo Türkenstraße / Wasagasse), 1090 Wien (9. Bezirk – Alsergrund).
  • 🚇 Come arrivare: Metropolitana linea U2 (fermata Schottentor, uscita Universität, poi 3 minuti a piedi) oppure tram linee 37, 38, 40, 41, 42 fino alla fermata Schwarzspanierstraße o Hörlgasse.
  • 🕒 Orari di apertura: Facciata esterna sempre visibile. Trattandosi di un edificio universitario attivo (MedUni Wien), l'atrio e gli spazi comuni sono accessibili nei giorni feriali (lunedì-venerdì) indicativamente dalle 08:00 alle 18:00; chiuso sabato, domenica e giorni festivi.
  • 🎟️ Biglietti: Accesso libero e gratuito per la facciata e il vestibolo d'ingresso; non è richiesta alcuna prenotazione né biglietto (non incluso/necessario Vienna Pass).
  • 💡 Consiglio da insider: Abbina la visita a una passeggiata verso la vicina Votivkirche (anch'essa opera di Ferstel) e al Palais Clam-Gallas con il suo parco all'inglese; se sei un appassionato di storia della medicina, prosegui per pochi passi lungo la Währinger Straße fino al celebre Josephinum, il museo di cere anatomiche settecentesche.

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