Nel cuore più appartato e suggestivo del centro storico di Vienna, a pochi passi dal brulichio di Wollzeile e Stephansplatz, si apre una delle piazze barocche più scenografiche d'Europa: Dr.-Ignaz-Seipel-Platz. A dominare questo scrigno architettonico sorge l'imponente sede dell'Accademia Austriaca delle Scienze (Österreichische Akademie der Wissenschaften, nota con l'acronimo ÖAW). Non si tratta soltanto della più prestigiosa istituzione di ricerca extra-universitaria dell'Austria, ma di uno straordinario monumento alla cultura illuminista e alla grandezza asburgica, dove l'architettura monumentale incontra secoli di conquiste intellettuali e storiche prime assolute nel campo della musica classica.
Fondata ufficialmente nel 1847 dall'imperatore Ferdinando I con il nome di Kaiserliche Akademie der Wissenschaften (Accademia Imperiale delle Scienze), l'istituzione ha eletto come proprio quartier generale l'antica Alte Aula dell'Università di Vienna, un capolavoro architettonico del tardo barocco eretto sotto l'egida illuminata dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Visitare questo luogo significa compiere un viaggio affascinante nelle radici dell'istruzione mitteleuropea, scoprendo capolavori pittorici nascosti e sale che hanno cambiato la storia culturale d'Occidente.
Le origini di questo complesso affondano nell'epoca in cui i Gesuiti guidavano l'insegnamento universitario a Vienna. Tuttavia, fu Maria Teresa a volere una profonda riforma del sistema educativo asburgico: tra il 1753 e il 1755 l'imperatrice commissionò all'architetto di corte lorenese Jean Nicolas Jadot de Ville-Issey la costruzione di una nuova, sontuosa Aula per l'Università. Jadot concepì una facciata di sapore classicista francese, scandita da paraste corinzie e coronata da un imponente timpano, che rompeva con l'esuberanza del barocco locale viennese introducendo una solennità laica e razionale.
Il legame dell'edificio con l'alta formazione ha attraversato i secoli: qui hanno tenuto conferenze premi Nobel del calibro di Erwin Schrödinger e Julius Wagner-Jauregg. Negli ultimi anni, l'intero isolato è stato trasformato nel moderno Campus Akademie, un progetto di riqualificazione all'avanguardia che ha integrato storici palazzi della Bäckerstraße in un polo di ricerca internazionale, aprendo nuovi passaggi urbani e cortili prima inaccessibili al pubblico.
Tra le curiosità più straordinarie legate all'Accademia vi è una memorabile pagina di storia della musica. L'8 dicembre 1813, la magnifica Festsaal (Sala delle Feste) non ospitò una dissertazione accademica, bensì un concerto di beneficenza destinato a cambiare la storia sinfonica. Sul podio salì Ludwig van Beethoven in persona per dirigere la prima esecuzione assoluta della sua monumentale Settima Sinfonia in La maggiore, op. 92 e del poema sinfonico La vittoria di Wellington. L'orchestra di quella leggendaria serata schierava tra i musicisti autentici mostri sacri dell'epoca, come Franz Schubert tra il pubblico in platea e luminari del violino e del pianoforte come Louis Spohr, Ignaz Moscheles e persino Antonio Salieri alle percussioni. Il celebre secondo movimento, l'Allegretto, suscitò un tale entusiasmo da dover essere immediatamente concesso come bis.