Nel cuore palpitante del centro storico di Vienna, dove l’eco delle carrozze imperiali sembra ancora risuonare tra le pietre dei selciati secolari, si consuma uno dei cortocircuiti culturali più affascinanti della capitale austriaca: l'incontro tra la solenne tradizione delle caffetterie storiche e l’avanguardia internazionale della Third Wave Coffee. Il Fenster Cafe (Fenster Café) è l'emblema di questa metamorfosi. Non aspettatevi le sale vellutate con specchi dorati del Café Central o del Café Sacher; il Fenster Café è un minuscolo tempio del gusto incastonato letteralmente all'interno di una finestra ad arco che si affaccia sulla suggestiva Griechengasse. Con una superficie di appena una manciata di metri quadrati, è considerato uno dei caffè più piccoli al mondo, eppure la sua fama ha superato i confini nazionali, attirando cultori dell'espresso, viaggiatori cosmopoliti e intenditori di gastronomia d'eccellenza da ogni angolo del pianeta.
Il fascino irresistibile del Fenster Café risiede in larga parte nel suo straordinario contesto urbanistico e storico. Il locale si trova nel leggendario Griechenviertel (il quartiere greco), uno degli angoli medievali meglio conservati del primo distretto viennese (Innere Stadt). Questa corte urbana, a pochi passi dall'animato Fleischmarkt, fu a partire dal XVII e XVIII secolo il punto di ritrovo prediletto dei mercanti levantini e greci che commerciavano con l'Impero Asburgico, introducendo per primi in città spezie esotiche, tabacco e, naturalmente, sacchi di caffè verde.
Proprio a pochi metri dal bancone del caffè sorge la storica taverna Griechenbeisl, la locanda più antica di Vienna risalente al 1447, dove leggenda vuole che il suonatore di cornamusa Der liebe Augustin sia sopravvissuto alla peste bubbonica nel 1679. Inserirsi in un tessuto monumentale così denso con una proposta gastronomica iper-contemporanea è stata una scommessa audace vinta dal fondatore, l'esperto barista Sasha Iamkovyi. L’architettura si riduce all'essenziale: una cornice muraria antica intonacata di bianco, una singola vetrata a battente in legno scuro e, all’interno, una scintillante macchina per espresso di precisione artigianale. Non vi sono tavoli, né sedie o camerieri in livrea: il rapporto tra barista e avventore è diretto, intimo, quasi confidenziale, mentre il profumo dei chicchi tostati invade l'intero vicolo acciottolato.
Nonostante le dimensioni microscopiche, la cura filologica riposta in ogni singola estrazione rivaleggia con le migliori torrefazioni di Londra, Melbourne o Tokyo. Ecco le esperienze sensoriali irrinunciabili da ordinare alla celebre finestrella:
Ordinato il proprio caffè da asporto, il visitatore attento ha l’opportunità di esplorare uno dei comparti monumentali più intatti e poetici di Vienna. A pochi passi si trova la splendida Georgskirche (chiesa greco-ortodossa di San Giorgio), impreziosita da sontuose icone dorate e da una facciata che fonde reminiscenze bizantine con il gusto neoclassico asburgico. Proseguendo attraverso il suggestivo passaggio coperto verso l'Heiligenkreuzerhof, ci si ritrova in una delle più antiche oasi barocche private della città, di proprietà dell'abbazia cistercense di Heiligenkreuz, caratterizzata da facciate color occhiaia imperiale, cortili con tipici ballatoi ad archi (i celebri Pawlatschen) e una cappella dedicata a San Bernardo di Chiaravalle.