Tra i maestosi palazzi asburgici e le solenni sale dei caffè storici rivestite in mogano e velluto rosso, Vienna custodisce un’icona del costume e del design del tutto inaspettata: la celebre pasticceria Aïda (Café-Konditorei Aïda). Con la sua inconfondibile livrea rosa pastello, le insegne al neon d'ispirazione modernista e un’atmosfera squisitamente rétro, Aïda non è una semplice catena di caffetterie, bensì un autentico monumento vivente del dopoguerra austriaco e una pietra miliare della tradizione dolciaria viennese.
Per il viaggiatore colto e appassionato, varcare la soglia del flagship store all'ombra del Stephansdom significa compiere un affascinante salto temporale nella Vienna degli anni Cinquanta e Sessanta, scoprendo come l’austera capitale imperiale abbia saputo reinventarsi in chiave pop, fondendo la nobile arte della Konditorei mitteleuropea con la vivace cultura dell'espresso all'italiana.
La storia di questo tempio della dolcezza ha inizio nel 1913, quando il mastro pasticciere boemo Josef Prousek giunse a Vienna e, affiancato dalla moglie Rosa Nerad, iniziò a produrre creazioni dolciarie di altissima manifattura. La scelta del nome è legata a una duplice fascinazione: da un lato la passione sconfinata di Prousek per l’opera lirica di Giuseppe Verdi, l’Aida; dall'altro, un tenero omaggio cromatico al nome della consorte Rosa, che ispirò la tinta pastello destinata a diventare il marchio di fabbrica più riconoscibile d'Austria.
Nel 1925 venne inaugurato il primo vero punto vendita nel nono distretto (Alsergrund), ma la vera rivoluzione culturale avvenne nel secondo dopoguerra. Mentre Vienna faticava a riprendersi dalle ferite belliche, Aïda fu protagonista di due pionieristiche innovazioni:
Un aneddoto poco noto riguarda i soldati delle forze alleate di stanza a Vienna durante l'occupazione quadripartita (1945-1955): gli ufficiali americani elessero proprio i banchi di Aïda a punto di ritrovo prediletto, affascinati dalla combinazione inedita tra pasticceria classica asburgica e dinamismo da diner moderno.
Visitare Aïda è un'esperienza sensoriale a tutto tondo, in cui l'archeologia del design incontra la perfezione della pasticceria mitteleuropea. Ecco le tappe imprescindibili della vostra sosta:
Situato all'angolo strategico tra la cattedrale e Singerstraße, questo locale su due livelli è un capolavoro di architettura d'interni anni Sessanta. Ammirate la spettacolare scala elicoidale che conduce al primo piano, le ampie vetrate panoramiche che offrono una vista privilegiata sul viavai del centro storico e il bancone espositivo curvo d'epoca originale. Il personale di sala sfoggia ancora il celebre grembiule rosa rétro, elemento di continuità storica che conferisce all'ambiente un fascino cinematografico alla Wes Anderson.
Tra le decine di torte disposte con geometrica precisione nelle vetrine refrigerate, la sovrana indiscussa è la Cremeschnitte di Aïda. Questa millefoglie farcita con una generosa combinazione di crema pasticciera soffice, crema alla vaniglia montata e glassa superiore è considerata il benchmark assoluto della pasticceria viennese moderna, equilibrata e mai stucchevole.
Impossibile non notare il piccolo cubo ricoperto da una lucida glassa rosa acceso: il Punschkrapfen. Composto da pan di Spagna imbevuto di rum, confettura di albicocche e cioccolato, questo dolce è talmente radicato nell'identità locale da aver ispirato una celebre satira politica attribuita allo scrittore Alfred Polgar: «Il viennese è come un Punschkrapfen: rosso all'interno, nero all'esterno e costantemente ubriaco di rum».
Accompagnate le vostre scelte con un classico Wiener Melange (caffè allungato con latte caldo e schiuma vellutata) oppure concedetevi un indulgente Mozart Kaffee, servito con liquore al cioccolato, panna montata e scaglie di pistacchio.