Nel cuore vibrante del quindicesimo distretto viennese si erge maestosa la Chiesa Parrocchiale di Rudolfsheim (in tedesco Rudolfsheimer Pfarrkirche, ufficialmente dedicata a Maria, Königin der Märtyrer). Con il suo profilo slanciato in mattoni rossi e una vertiginosa torre campanaria di ben 76 metri, questa monumentale cattedrale suburbana incarna alla perfezione l'ambizione urbanistica e spirituale della Vienna di fine Ottocento. Spesso trascurata dai circuiti turistici più convenzionali a favore dei monumenti del centro storico, la chiesa di Rudolfsheim è in realtà una gemma dell'architettura neogotica viennese, legata a doppio filo alla casata imperiale degli Asburgo e testimone viva dell'evoluzione sociale della capitale.
La nascita di questa imponente chiesa è intimamente collegata alla tumultuosa espansione industriale della seconda metà del XIX secolo. Con l'apertura nel 1859 della vicina Westbahn (la ferrovia occidentale), l'antico borgo operaio di Rudolfsheim — così battezzato in omaggio al principe ereditario Kronprinz Rudolf — conobbe una vertiginosa crescita demografica. Migliaia di famiglie di ferrovieri e artigiani popolarono il quartiere, rendendo urgente la costruzione di un nuovo tempio di riferimento.
A farsi promotore dell'opera fu l'autorevole principe arcivescovo di Vienna, il cardinale Joseph Othmar von Rauscher, che donò di tasca propria la ragguardevole somma di 12.000 fiorini per l'acquisto del terreno sul quale oggi sorge la piazza a lui intitolata, Kardinal-Rauscher-Platz. La posa della prima pietra avvenne il 27 settembre 1893 con tutti i crismi dell'ufficialità asburgica: fu lo stesso imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria (Kaiser Franz Joseph I) a presiedere la solenne cerimonia, tornando poi ad inaugurare la chiesa consacrata il 21 novembre 1899.
Uno degli aneddoti più celebri e curiosi legati a questa chiesa riguarda la sua posizione geografica. Sorge infatti su un colle a circa 280 metri sul livello del mare, posizione sopraelevata che fa risaltare la sua guglia ben al di sopra dei tetti circostanti. Guardando verso nord dalla celeberrima Gloriette del parco di Schönbrunn, la silhouette della torre di Rudolfsheim si staglia nitida all'orizzonte e viene costantemente scambiata dai turisti stranieri per la cuspide gotica del Duomo di Santo Stefano (Stephansdom)! La parrocchia locale ha accolto questa svista con tale affetto da dedicare iniziative e guide ad hoc per chiarire la curiosa illusione ottica.
Un ulteriore primato tecnologico: nel 1904 la torre campanaria divenne una delle primissime a Vienna a essere dotata di un impianto di illuminazione elettrica per i suoi quattro grandi quadranti d'orologio, trasformandosi subito in un faro notturno per tutta l'area suburbana della capitale.
Il progetto dell'edificio fu affidato all'architetto Karl Schaden, celebre allievo del grande maestro del gotico viennese Friedrich von Schmidt (l'architetto del Municipio di Vienna, il Rathaus). Schaden concepì una basilica a tre navate in mattoni a vista (stile affine al Backsteingotik mitteleuropeo), combinando rigore strutturale ed eccezionale ricchezza ornamentale. Gli arredi sacri e l'allestimento interno furono invece curati dall'architetto Eduard Zotter.