Nel cuore dell'antico borgo suburbano di Penzing, a pochi passi dalle sponde del fiume Wien e non lontano dai giardini imperiali di Schönbrunn, sorge uno dei tesori più affascinanti e ricchi di storia della periferia viennese: la Chiesa Parrocchiale di Penzing St. Jakob (Penzinger Pfarrkirche Hl. Jakobus der Ältere o comunemente Penzinger Pfarrkirche St. Jakob). Dedicata a san Giacomo il Maggiore, patrono dei pellegrini, questa chiesa rappresenta la pieve più antica dell'intero quattordicesimo distretto. Varcare la sua soglia significa compiere un autentico viaggio nel tempo, dove le maestose volte della tradizione gotica austriaca incontrano l'eleganza raffinata della committenza imperiale asburgica del Settecento.
Le origini del luogo sacro affondano nel Basso Medioevo. Il 27 luglio 1267, il nobile Rüdiger von Rodaun (noto anche come Rudiger de Zolre) donò solennemente un appezzamento boschivo su un dosso sopraelevato, al riparo dalle piene del fiume Wien, per erigere una cappella. Negli antichi documenti la chiesa veniva poeticamente chiamata "Bei den sieben Eichen im heiligen Tal zu Penzing" («Presso le sette querce nella valle santa a Penzing»), un toponimo legato ai secolari alberi residui dell'antico bosco viennese che circondavano il cantiere.
Già elevata a parrocchia nel 1324 e posta sotto il patronato del capitolo di Santo Stefano dal duca Rodolfo IV nel 1365, la chiesa visse momenti drammatici durante i due assedi ottomani del 1529 e del 1683, subendo devastazioni e incendi. Risorta dalle rovine nei primi decenni del Settecento, la sua vera rinascita monumentale avvenne nel 1758 per esplicita volontà dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria. L'architetto di corte (Hofbaumeister) Matthias Gerl fu incaricato di ridisegnare la chiesa, trasformandola nel gioiello barocco giunto fino a noi, riorientando l'ingresso e ampliando lo spazio presbiteriale.
La chiesa superò ulteriori saccheggi durante le guerre napoleoniche del 1805 e 1809, mentre nell'aprile del 1945, durante i combattimenti per la liberazione di Vienna, un colpo d'artiglieria centrò il campanile, distruggendone la caratteristica cupola a cipolla barocca (Zwiebeldach), poi ricostruita con una cuspide slanciata a piramide. Tra le figure legate a questo tempio spicca il beato Jakob Kern, canonico premonstratense e martire della fede, battezzato proprio qui nel 1897.
Nonostante le dimensioni raccolte, l'edificio custodisce preziose testimonianze scultoree e architettoniche distribuite tra esterno e interno: