Nel cuore autentico e popolare del sedicesimo distretto viennese sorge un monumento di straordinario fascino architettonico e antropologico: la Chiesa Parrocchiale di Alt-Ottakring (Alt-Ottakringer Pfarrkirche zur Erhöhung des heiligen Kreuzes). Spesso trascurata dai circuiti turistici più convenzionali a favore delle cattedrali del centro storico, questa imponente basilica neoromanica con accenti modernisti custodisce l'anima di un antico villaggio di vignaioli trasformatosi tumultuosamente, tra Ottocento e Novecento, in una roccaforte operaia della Vienna imperiale. Dedicata all'Esaltazione della Santa Croce, la parrocchiale è un capolavoro di ingegno ingegneristico che fonde spiritualità secolare, devozione asburgica e fermenti stilistici di primo Novecento.
Le origini spirituali di questo luogo affondano nel Basso Medioevo. In origine, il fulcro del borgo di Ottakring si trovava sulla collina dell'odierno cimitero, raccolto attorno alla duecentesca Lambertkirche (la chiesa di San Lamberto detta ad septem nuces, «ai sette noci»). Tuttavia, a valle, lungo le sponde del ruscello Ottakringer Bach, nel 1416 era stata eretta una modesta cappella votiva dedicata a San Volfango (Wolfgangskapelle). Quando nel 1683 il secondo disastroso assedio ottomano di Vienna rase al suolo la chiesa alta, i sopravvissuti decisero di non ricostruire sulle alture e spostarono il baricentro dell'abitato nella vallata, proprio attorno alla cappella superstite.
Alla fine del Settecento, sotto le riforme dell'imperatore Giuseppe II, la cappella fu ampliata in una chiesa tardo-barocca di sobrio stile giuseppino. Con l'avvento della Rivoluzione Industriale e l'inglobamento di Ottakring nella metropoli viennese nel 1892, la parrocchia si ritrovò improvvisamente sovraffollata: un edificio nato per poche centinaia di contadini doveva servire una marea umana di decine di migliaia di operai e artigiani.
Nel 1909 si decise di erigere una cattedrale monumentale, affidando il progetto all'architetto Rudolf Wiszkoczil (allievo illustre di Friedrich von Schmidt e Victor Luntz) e i lavori al capomastro Guido Gröger. La storia del cantiere è celebre per una curiosità tecnica eccezionale: la nuova chiesa monumentale venne letteralmente costruita come un guscio sopra e attorno al vecchio edificio settecentesco. I fedeli continuarono ad assistere alla messa dentro la vecchia chiesetta mentre le poderose arcate della nuova basilica crescevano al di sopra dei loro capi. Solo nel 1912, una volta completata la struttura esterna e coperto il tetto, la vecchia parrocchiale interna venne accuratamente demolita ed evacuata dalle navate!
L'ambiziosa torre campanaria, vertiginoso faro urbano alto ben 74 metri, fu completata nel 1910 con una dedica solenne: celebrare l'ottantesimo compleanno dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Asburgo, la cui croce apicale fu posata proprio alla vigilia dei festeggiamenti imperiali.
La chiesa fonde la possanza solenne dell'architettura neoromanica (Neoromanik) con la raffinata eleganza lineare tipica dello Jugendstil viennese. Ecco gli elementi imperdibili durante una visita accurata: