Arroccata su una scarpata naturale che un tempo dominava direttamente un antico braccio del Danubio, la Chiesa di Santa Maria sulla Riva (Maria am Gestade) รจ uno dei gioielli gotici piรน intatti, poetici e suggestivi della capitale austriaca. Mentre la folla dei visitatori si concentra tradizionalmente attorno alla grandiositร del Duomo di Santo Stefano, gli intenditori d'arte e gli amanti degli scorci d'altri tempi si spingono fino all'incrocio tra la Salvatorgasse e le scalinate di Am Gestade, nel cuore del centro storico, per scoprire questo capolavoro del Trecento e Quattrocento viennese. Considerata storicamente la protettrice dei barcaioli e dei mercanti di sale fluviali, questa chiesa incanta con la sua silhouette asimmetrica e una delle torri campanarie piรน audaci e scenografiche di tutta l'Europa centrale.
Il toponimo tedesco am Gestade significa letteralmente "sulla riva" o "sulla sponda". Nel Medioevo, infatti, il corso d'acqua che oggi chiamiamo Donaukanal (il Canale del Danubio) lambiva la base della rupe su cui poggia l'edificio. Prima della regolamentazione dei corsi d'acqua, questo tratto era un braccio navigabile vivo e vitale, approdo per chiatte commerciali, legname e carichi di sale provenienti da Salisburgo e dal Salzkammergut (da cui la vicina via Salzgries).
Giร nel IX o X secolo sorgeva in questo punto un primitivo oratorio in legno, rimpiazzato poi da un edificio romanico di cui restano esigue tracce. L'attuale struttura nacque tra il 1394 e il 1414 con la costruzione dello spettacolare coro gotico slanciato, mentre la navata unica fu completata entro il 1427. Durante il Medioevo, Maria am Gestade divenne il santuario ufficiale delle corporazioni dei marinai d'acqua dolce (Schiffer) e dei commercianti fluviali, che affidavano alla Madonna le loro merci e le loro vite prima di affrontare le insidiose correnti del Danubio.
La chiesa visse anche momenti bui: durante le guerre napoleoniche del 1809 fu sconsacrata e trasformata dalle truppe francesi in magazzino e scuderia militare. Minacciata di demolizione, venne salvata dall'imperatore Francesco I d'Austria e affidata nel 1820 all'ordine dei Padri Redentoristi, che ancora oggi la custodiscono con cura devota.
Dall'esterno, l'elemento che cattura istantaneamente lo sguardo di ogni storico dell'arte รจ la straordinaria torre campanaria alta ben 56 metri. A differenza delle classiche guglie piene, il coronamento della torre รจ una lanterna gotica traforata a giorno in pietra arenaria, simile a un pizzo di roccia o a una corona imperiale filigranata (spesso paragonata a un baldacchino gotico). Nel Medioevo fungeva da vero e proprio faro visivo: si narra che nelle notti di nebbia fitta venisse accesa una lanterna sulla sommitร per guidare le imbarcazioni verso il porto fluviale.
Entrando all'interno, si nota un'anomalia architettonica affascinante: la pianta della chiesa non รจ rettilinea, ma presenta una marcata piega sull'asse longitudinale (Achsenknick). La navata e il coro non sono perfettamente allineati. Sebbene una suggestiva interpretazione teologica veda in questa deviazione l'inclinazione del capo di Cristo morente sulla croce, la ragione principale fu di natura puramente ingegneristica e topografica: i mastri costruttori trecenteschi dovettero adattare le fondamenta alla complessa conformazione della scarpata rocciosa e al tracciato di un antico fossato delle fortificazioni romane di Vindobona.
L'atmosfera raccolta, quasi mistica, dell'interno custodisce tesori scultorei e pittorici di rara fattura: