Affacciata sulla maestosa Michaelerplatz, proprio di fronte all'imponente cupola del Michaelertrakt del palazzo imperiale dell'Hofburg, la Chiesa di San Michele (Michaelerkirche) è uno dei monumenti più affascinanti, complessi e carichi di suggestione di tutta Vienna. Pur apparendo all'esterno con una sobria ed elegante facciata neoclassica, questo edificio racchiude oltre otto secoli di stratificazioni storiche, trasformazioni artistiche e memorie imperiali.
Fondata nel XIII secolo come parrocchia per i dignitari di corte e i cittadini più illustri, la chiesa è stata per generazioni la parrocchia ufficiale dei sovrani asburgici (kaiserliche Hofpfarrkirche). Oltre a custodire capolavori scultorei di straordinario impatto emotivo e lo storico organo barocco più grande della città, San Michele è legata a doppio filo ai destini di colossi della musica universale come Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart, oltre a custodire un misterioso e celebre mondo sotterraneo: la sua celebre cripta nobiliare.
Le origini della Michaelerkirche risalgono all'epoca dei duchi Babenberg: fu probabilmente il duca Leopoldo VI di Babenberg a promuoverne la costruzione attorno al 1220. Della struttura tardo-romanica originaria sopravvivono ancora la pianta del coro e parti delle murature perimetrali, visibili sotto gli interventi successivi.
Nel corso del Trecento e del Quattrocento la chiesa fu ricostruita e ampliata in sobrio stile gotico austriaco, culminato nella slanciata torre campanaria a cuspide ottagonale, uno dei tratti distintivi del profilo cittadino medievale. La vicinanza fisica al potere imperiale determinò la sua fortuna: quando gli Asburgo elessero Vienna a residenza stabile, San Michele divenne il luogo prediletto per le cerimonie, le sepolture di corte e gli ordini cavallereschi, gestita dal 1626 dai padri Barnabiti.
Nel 1792, l'architetto Ernest Koch conferì alla facciata esterna l'attuale aspetto tardo-settecentesco classicheggiante, coronato dal gruppo scultoreo in pietra di Lorenzo Mattielli che raffigura l'arcangelo Michele mentre precipita Lucifero negli abissi.
Pochi visitatori sanno che le vicende della Michaelerkirche si intrecciano indissolubilmente con la vita di due geni della musica classica viennese:
Varcata la soglia, lo sguardo viene inevitabilmente catturato dalla monumentale scenografia dell'abside. Realizzato tra il 1781 e il 1782 dallo scultore Karl Georg Merville, l'altare maggiore è un capolavoro di scultura in stucco barocco-classicheggiante. La composizione, intitolata la Caduta degli Angeli Ribelli (Engelssturz), è una vorticosa cascata di nubi, angeli, putti dorati e demoni sconfitti che precipitano verso il tabernacolo, dominati in alto dalla figura trionfante dell'arcangelo Michele con la spada sguainata. L'effetto dinamico e la luminosità della parete absidale lasciano senza fiato.
Sulla cantoria sopraelevata si trova l'imponente Sieber-Orgel, realizzato nel 1714 dal maestro organaro Johann David Sieber. Con le sue 40 canne visibili riccamente decorate e una cassa dorata scolpita con motivi barocchi, è il più grande e meglio conservato organo storico del XVIII secolo presente a Vienna, regolarmente utilizzato per concerti di musica sacra dal vivo.
Sul fianco esterno della chiesa, in direzione del passaggio verso la Reitschulgasse, è incastonato uno dei vertici della scultura gotica viennese: il rilievo lapideo del Monte degli Ulivi (Ölberg-Relief), risalente al 1494. L'opera, attribuita all'officina di maestri scalpellini del Duomo di Santo Stefano, illustra con straziante verismo e finezza narrativa la preghiera di Cristo nel Getsemani e l'arresto da parte dei soldati romani.
Nelle cappelle laterali e lungo le navate sono visibili rari affreschi medievali del Trecento e Quattrocento emersi durante i restauri conservativi. Di notevole interesse è la Kreuzkapelle (Cappella della Croce), dove è possibile ammirare un espressivo crocifisso ligneo tardogotico e antichi stemmi delle famiglie patrizie e dei cavalieri di Malta legati alla parrocchia.
Sotto il pavimento della navata si estende la celebre cripta comunitaria, attiva tra il XVI e la fine del XVIII secolo (quando le riforme igieniche dell'imperatore Giuseppe II vietarono le inumazioni intracittadine). Grazie a particolari condizioni microclimatiche costanti e a canali di aerazione naturale sotterranei, centinaia di salme si sono mummificate spontaneamente nel corso dei secoli. La cripta custodisce oltre 4.000 sepolture, tra cui ricche bare lignee dipinte con vanitas, scheletri danzanti e stemmi nobiliari della corte asburgica. (Nota: l'accesso alla cripta è possibile unicamente tramite visite guidate dedicate).