Arroccata sulle pendici della Baumgartner Höhe, all’estremità occidentale della città, la Chiesa di San Leopoldo (conosciuta universalmente come Kirche am Steinhof o ufficialmente Kirche zum Heiligen Leopold) è uno dei vertici assoluti dell'architettura sacra mondiale del XX secolo. Concepita dall'architetto Otto Wagner, padre nobile della Wiener Moderne, e consacrata nel 1907, questa basilica non è soltanto un trionfo dello Jugendstil (il Liberty viennese), ma una rivoluzione concettuale: fu la prima chiesa moderna europea progettata su misura per i pazienti di un istituto psichiatrico statale.
Con la sua sfavillante cupola in rame dorato che domina il panorama viennese, la Kirche am Steinhof rappresenta la sintesi sublime di ciò che i viennesi chiamano Gesamtkunstwerk (opera d'arte totale), dove ingegneria igienista, pietà religiosa e bellezza secessionista dialogano in una composizione di straordinaria armonia spirituale e razionale.
Nel 1904, le autorità dell'allora arciducato della Bassa Austria decisero di erigere il più moderno e vasto ospedale psichiatrico d'Europa, la Niederösterreichische Landes-Heil- und Pflegeanstalt "Am Steinhof". Il progetto dell'intero complesso e del suo tempio culminante fu affidato a Otto Wagner, affiancato da un cenacolo di straordinari maestri della Secessione Viennese, tra cui Koloman Moser e Othmar Schimkowitz.
La sfida per Wagner era inedita: concepire uno spazio sacro maestoso che rispondesse contemporaneamente ai più rigorosi canoni medici e psicologici dell'epoca. L'architetto non accettò compromessi dogmatici e ideò soluzioni d'avanguardia che suscitarono enorme scalpore:
La facciata è rivestita da nobili lastre di marmo bianco di Carrara, ancorate alla muratura portante tramite vistosi bulloni in rame con capocchia in ottone. Questo dettaglio è il celebre marchio di fabbrica di Wagner: la decorazione non occulta la struttura edilizia, ma ne esalta la verità ingegneristica. Sull'architrave troneggiano i monumentali quattro angeli in bronzo dorato realizzati da Othmar Schimkowitz, con le teste reclinate verso i fedeli che salgono la collina.
Ai lati della facciata svettano due torrette campanarie sormontate dalle sculture monumentali in rame sbalzato scolpite da Richard Luksch: a ovest si trova San Leopoldo, patrono dell'Austria con in mano il modellino della chiesa, e a est San Severino, apostolo del Norico.
L'interno è inondato da una luce mistica grazie alle monumentali vetrate policrome disegnate da Koloman (Kolo) Moser, cofondatore della Wiener Werkstätte. Le vetrate laterali illustrano le sette opere di misericordia corporale e spirituale, popolate da figure bibliche e santi con fisionomie stilizzate, abiti drappeggiati di geometrico rigore secessionista e tonalità zaffiro, smeraldo e ambra. Le autorità ecclesiastiche dell'epoca le giudicarono talmente scandalose ed eterodosse da rifiutarsi per anni di consacrare ufficialmente l'altare maggiore.
L'abside è dominata da un imponente mosaico dorato disegnato dal pittore Remigius Geyling ed eseguito da Leopold Forstner, raffigurante la promessa del Paradiso con Cristo in gloria circondato da una teoria di angeli e santi patroni dei malati, tra cui Santa Dinfna (protettrice dei disturbi mentali).
Wagner progettò una cupola a doppia struttura: una calotta esterna alta e slanciata rivestita di rame placcato oro (pensata per essere scorta fin dal centro di Vienna) e una calotta interna ribassata in stucco bianco punteggiata da stelle dorate, calibrata per garantire un'acustica eccellente ed evitare il senso di vertigine e smarrimento nei degenti.