Sulle sponde del Danubio, nel vivace secondo distretto viennese, si staglia un edificio monumentale che cattura immediatamente lo sguardo con le sue torri slanciate e i tetti in tegole rosse: la maestosa Chiesa di San Francesco d’Assisi (ufficialmente Pfarrkirche hl. Franz von Assisi, ma nota storicamente come Kaiserjubiläumskirche e affettuosamente chiamata dai viennesi Mexikokirche). A differenza del trionfo barocco che domina il centro storico, questa imponente basilica stupisce per la sua estetica da cattedrale medievale renana, simile a una fortezza fiabesca che sembra emergere direttamente dalle saghe nibelungiche.
Costruita per celebrare le nozze d'oro tra l'imperatore Francesco Giuseppe I e la corona asburgica, la chiesa nasconde al suo interno uno dei segreti artistici più emozionanti e intimi di Vienna: una sfolgorante cappella neobizantina in mosaico dorato, interamente dedicata alla memoria della leggendaria imperatrice Sisi.
Nel 1898 l'Impero austro-ungarico si preparava a festeggiare in grande stile il 50° anniversario di regno di Francesco Giuseppe I. Tra i progetti più ambiziosi figurava l'edificazione di un maestoso tempio votivo sulle rive del Danubio, area recentemente bonificata e regolamentata a seguito dei grandi lavori ingegneristici di fine Ottocento. Il concorso architettonico fu vinto dall'architetto Victor Luntz, professore all'Accademia di Belle Arti, che scelse un linguaggio stilistico insolito per Vienna: il neoromanico renano (Rheinisch-romanischer Stil), ispirato direttamente alle maestose cattedrali imperiali di Spira, Worms e Magonza.
Tuttavia, il 1898 fu funestato da un evento drammatico: l'assassinio a Ginevra dell'imperatrice Elisabetta d'Austria per mano dell'anarchico Luigi Lucheni. Il lutto scosse profondamente l'impero e spinse la Croce Rossa austro-ungarica a finanziare una cappella commemorativa separata, integrata all'interno del transetto della nuova basilica e consacrata a Santa Elisabetta d'Ungheria in omaggio alla defunta sovrana.
Un dettaglio storico straordinario e poco noto ai visitatori riguarda la piazza su cui sorge la chiesa: Mexikoplatz. Nel 1938, a seguito dell'invasione e annessione forzata dell'Austria al Terzo Reich di Hitler (l'Anschluss), il Messico fu l'unica nazione al mondo a presentare una formale e coraggiosa protesta diplomatica ufficiale presso la Società delle Nazioni a Ginevra. Nel 1956, per ringraziare imperituramente il Paese centroamericano per quel gesto di solidarietà e libertà, la città di Vienna ribattezzò questo spazio pubblico in suo onore, conferendo alla chiesa il suo celebre soprannome popolare.
È il vero gioiello nascosto della chiesa e una delle creazioni decorative più spettacolari di inizio Novecento a Vienna. Concepita come una cappella palatina autonoma a pianta ottagonale (ispirata alla Cappella Palatina di Carlo Magno ad Aquisgrana), è interamente rivestita da mosaici in tessere d'oro e pasta vitrea d'ispirazione neobizantina e Jugendstil. I cartoni preparatori furono disegnati da Carl Ederer e realizzati dalla rinomata bottega di Leopold Forstner, figura cardine della Wiener Werkstätte. Alzando lo sguardo, le figure angeliche, i motivi floreali stilizzati e la maestosa effigie di Santa Elisabetta lasciano senza fiato per la loro luce mistica e vibrante.
Prima di entrare, dedicate del tempo all'analisi della complessa articolazione esterna. La facciata principale è fiancheggiata da due torri campanarie quadrangolari alte ben 73 metri, sormontate da coperture a spioventi aguzzi in vivaci tegole smaltate rosse. Al centro del transetto si innalza una monumentale torre nolare ottagonale. La combinazione tra muratura a vista, pietra chiara squadrata e gallerie nane con archetti ciechi conferisce all'intero complesso una solennità quasi mitologica, perfetta testimonianza del revivalismo eclettico della Ringstraße.
Varcato il portale, l'interno si presenta a tre navate ampie e severe, dove la luce penetra attraverso monofore e rosoni neoromanici creando suggestive penombre meditative. I massicci pilastri compositi, gli archi a tutto sesto e il soffitto ligneo a cassettoni dipinto evocano la spiritualità medievale voluta da San Francesco d'Assisi, al quale la chiesa parrocchiale è primariamente intitolata. Sull'altare maggiore troneggiano pregevoli rilievi e una statuaria che celebra la vita del Poverello d'Assisi e le virtù francescane.