Lungo l’elegante asse stradale del Rennweg, a pochi passi dai fasti imperiali del Belvedere, sorge una delle testimonianze più intime e raffinate del barocco viennese: la Chiesa delle Salesiane (in tedesco Salesianerinnenkirche o ufficialmente Kirche Mariä Heimsuchung, intitolata alla Visitazione della Beata Vergine Maria). Spesso trascurata dalle rotte turistiche più frettolose, questa maestosa chiesa conventuale rappresenta un capolavoro di spiritualità e mecenatismo asburgico al femminile.
Con la sua elegante cupola tamburata di 48 metri d’altezza — divenuta una presenza iconica nello skyline visibile dai giardini dell’Oberes Belvedere — la chiesa è il cuore pulsante di un vastissimo complesso conventuale che, a oltre tre secoli dalla fondazione, ospita ancora ininterrottamente le monache di clausura dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria. Visitare la Salesianerinnenkirche significa immergersi in un’oasi di silenzio sospesa nel tempo, dove l’arte italiana e il fasto imperiale austriaco si fondono in un'armonia architettonica sublime.
La storia della chiesa è indissolubilmente legata alla figura dell’Imperatrice Guglielmina Amalia di Brunswick-Lüneburg (Wilhelmine Amalie). Rimasta vedova nel 1711 a causa della prematura scomparsa per vaiolo del marito, l’imperatore Giuseppe I d'Asburgo, la sovrana decise di non risposarsi e di dedicare la propria vita alla pietà religiosa e alla formazione femminile di rango elevato. Nel 1716 invitò a Vienna le Salesiane da Bruxelles, acquistando per loro un vasto terreno adiacente alla residenza del Principe Eugenio di Savoia.
Un aneddoto storico straordinario riguarda la cerimonia di posa della prima pietra, celebrata il 13 maggio 1717: esattamente lo stesso giorno in cui, nel palazzo della Hofburg, nasceva l'arciduchessa Maria Teresa d’Austria, destinata a diventare la più celebre sovrana dell'Impero. Appena due anni più tardi, il 13 maggio 1719, la chiesa veniva solennemente consacrata e il convento accolse le prime religiose.
La pianificazione dell’intero complesso fu affidata all’architetto d’origini ticinesi Donato Felice d’Allio, celebre per il suo imponente cantiere dell’Abbazia di Klosterneuburg. L'impianto conventuale, articolato attorno a ben otto cortili interni, unisce la funzionalità claustrale con la monumentalità di un palazzo regale. Nel progetto intervenne con ogni probabilità anche il grande architetto di corte Joseph Emanuel Fischer von Erlach, cui si deve la raffinata rielaborazione della facciata scenografica e dei sontuosi portali monumentali d’ingresso.
All'interno del complesso, l'imperatrice fece ricavare per sé il cosiddetto Kaiserinnentrakt (l'Ala dell'Imperatrice), dove visse ritirata dal mondo fino alla morte nel 1742. In segno di umiltà, Guglielmina Amalia volle essere sepolta nella cripta sotto l’altare maggiore della chiesa, all'interno di un semplice sarcofago, mentre il suo cuore riposa accanto a quello del consorte nella Cripta dei Cappuccini (Kapuzinergruft).
L’interno della chiesa, a pianta centrale ellittica allungata, lascia senza fiato per lo slancio verticale e la luminosità. Alzando lo sguardo verso la calotta della cupola, si ammira la grandiosa Assunzione della Vergine (Mariä Himmelfahrt), opera monumentale del maestro veneziano Giovanni Antonio Pellegrini. L'imperatrice pretese fortemente il coinvolgimento di Pellegrini, che dipinse oltre 500 metri quadrati di superficie in soli sei mesi; a differenza della tradizionale tecnica a fresco, l'artista dipinse a olio su intonaco asciutto, creando sfumature cromatiche e riflessi di luce tipicamente veneti.
Il punto focale della navata è l'imponente altare maggiore, progettato nel 1726 dallo scenografo e architetto bolognese Antonio Beduzzi. La struttura trionfale in marmo e stucco dorato incornicia la pala d'altare raffigurante la Visitazione di Maria a Santa Elisabetta, realizzata nel 1719 dal pittore veneto Antonio Bellucci. Ai lati dell'altare e nelle cappelle si scorgono dipinti attribuiti alla cerchia di Martino Altomonte, testimonianza del dialogo artistico italo-austriaco che ha plasmato il volto della Vienna imperiale.
Prima ancora di varcare la soglia del santuario, fermati ad ammirare l'imponente Ehrenhofportal sul Rennweg: una superba cancellata in ferro battuto sormontata dall'aquila bicipite e dal monogramma intrecciato "W.A." (Wilhelmine Amalie). La facciata a due ordini è coronata da un timpano triangolare con la statua dell'Immacolata Concezione e dai simulacri di Sant'Agostino e San Girolamo adagiati sulle volute superiori.