A pochi passi dal vortice turistico di Stephansplatz, celata dietro un discreto portale barocco su Singerstraße, si trova una delle gemme storiche più intime e affascinanti della capitale austriaca: la Chiesa dell'Ordine Teutonico (Deutschordenskirche St. Elisabeth). Consacrata a Santa Elisabetta d'Ungheria, questa chiesa non è un semplice luogo di culto, ma il cuore pulsante dell'antico Deutscher Orden, l'ordine cavalleresco medievale nato durante le crociate in Terra Santa che ha mantenuto qui la propria sede centrale e la residenza del Gran Maestro (Hochmeister) fino ai giorni nostri. Varcare la sua soglia significa compiere un autentico salto indietro nel tempo, tra stemmi nobiliari, capolavori fiamminghi e cortili silenziosi legati a doppio filo ai più celebri geni della musica viennese.
L'insediamento dei Cavalieri Teutonici a Vienna risale agli inizi del XIII secolo, quando il duca Leopoldo VI di Babenberg donò all'ordine una vasta area nei pressi delle mura cittadine. L'attuale edificio sacro sorse nel corso del XIV secolo (consacrato nel 1395) come una tipica chiesa a sala gotica, slanciata verso l'alto e caratterizzata da alte monofore ogivali e volte a crociera nervate.
Nel Settecento, tuttavia, l'architetto viennese Anton Ospel fu incaricato di aggiornare gli interni secondo il gusto trionfale della Controriforma e dell'epoca asburgica: nacque così un connubio architettonico magnetico, dove le sobrie geometrie gotiche si fondono con stucchi raffinati, marmi policromi e dorature barocche. La chiesa, sopravvissuta indenne a incendi e assedi ottomani, emana ancora oggi una suggestiva atmosfera cavalleresca, accentuata dalla fioca luce naturale che filtra dalle vetrate storiche.
La chiesa fa parte del più ampio complesso del Deutschordenshaus, un luogo leggendario per la storia della musica classica europea. Nella primavera del 1781, un giovane e ribelle Wolfgang Amadeus Mozart alloggiava qui come servitore e musicista al seguito del suo dispotico mecenate, il principe-arcivescovo di Salisburgo Hieronymus von Colloredo. Esasperato dalle umiliazioni subite, Mozart chiese bruscamente le dimissioni; il colloquio degenerò a tal punto che il maestro di corte, il conte Karl Arco, congedò il compositore con un celeberrimo "calcio nel sedere" (Fußtritt).
Quello scontro umiliante fu l'evento scatenante che spinse Mozart a rompere per sempre i legami con la corte salisburghese, stabilendosi definitivamente a Vienna come musicista indipendente: un atto di audacia che diede inizio alla stagione dei suoi più grandi capolavori. Quasi un secolo più tardi, tra il 1863 e il 1865, anche Johannes Brahms visse in questo stesso edificio durante il suo incarico come direttore della Singakademie di Vienna.
Sebbene le dimensioni dell'aula ecclesiale siano raccolte, la concentrazione di opere d'arte di valore inestimabile la rende una tappa irrinunciabile per gli intenditori: