Nascosta tra le pittoresche e silenziose viuzze del centro storico, a pochi passi dall'animato Bäckerstraße, si erge una delle meraviglie più sorprendenti del Barocco austriaco: la Chiesa dei Gesuiti (in tedesco Jesuitenkirche, nota anche come Universitätskirche o Kirche Maria Himmelfahrt). Se l'austera facciata tardo-rinascimentale a due torri può apparire misurata ed essenziale, varcare la soglia del portale d'ingresso equivale a compiere un viaggio sensoriale che lascia a bocca aperta: l'interno è una vera e propria esplosione di marmi policromi, decorazioni dorate e ingegnose illusioni ottiche che incarnano al massimo livello il trionfo della Controriforma asburgica.
Consacrata all'Assunzione di Maria Vergine e ai santi gesuiti Ignazio di Loyola e Francesco Saverio, la Universitätskirche è una tappa obbligata per chi desidera scoprire la Vienna più autentica, lontana dai flussi turistici di massa del vicino Stephansdom, offrendo uno dei vertici mondiali della pittura prospettica a trompe-l’œil.
Le origini della chiesa affondano le radici nel 1551, anno in cui l'imperatore Ferdinando I invitò l'ordine della Compagnia di Gesù a Vienna per contrastare l'avanzata della Riforma protestante e assumere la guida spirituale e scientifica dell'ateneo cittadino. Nel 1623, per decreto dell'imperatore Ferdinando II, l'Università di Vienna venne ufficialmente incorporata al collegio gesuitico; nello stesso anno iniziarono i lavori di edificazione del monumentale tempio sacro, consacrato nel 1631.
Tuttavia, l'aspetto spettacolare che ammiriamo oggi è frutto della radicale trasformazione avvenuta all'alba del XVIII secolo. Nel 1703, l'imperatore Leopoldo I convocò a Vienna il celebre fratello laico gesuita, architetto e maestro indiscusso della quadratura e della prospettiva: l'italiano Andrea Pozzo (1642–1709), già celeberrimo a Roma per la volta trionfale della Chiesa di Sant'Ignazio. Pozzo non solo ridisegnò la facciata aggiungendo le due caratteristiche torri a cupola, ma trasformò l'interno a navata unica in un grandioso teatro sacro, pensato per catturare i sensi del fedele attraverso l'illusionismo architettonico, l'effetto scenografico e il virtuosismo matematico.
Ogni metro quadro dell'interno è studiato per stupire, ma ci sono alcuni capolavori ed elementi peculiari che richiedono un'attenzione speciale:
La piazza su cui si affaccia l'edificio, Ignaz-Seipel-Platz, era il fulcro dell'antico quartiere universitario (Alte Universität). Poco distante dalla chiesa si trovava infatti l'aula magna in cui il 27 marzo 1808 un commosso Joseph Haydn, ormai anziano, assistette alla trionfale esecuzione del suo oratorio La Creazione alla presenza di Ludwig van Beethoven e dell'alta nobiltà imperiale.
Un altro aneddoto affascinante riguarda la cripta sottostante, dove riposano non solo illustri teologi e docenti gesuiti, ma anche nobili viennesi che nei secoli hanno sostenuto l'ordine. In epoca contemporanea, la chiesa continua ad animare la vita accademica e culturale della capitale, ospitando regolari celebrazioni liturgiche arricchite da cori d'orchestra e concerti d'organo di risonanza internazionale.