Nessun monumento incarna l'anima, le ferite e la grandezza di Vienna quanto la Cattedrale di Santo Stefano (Stephansdom). Situata nel baricentro esatto della città storica, nell'Innere Stadt, questa monumentale cattedrale gotica non è soltanto la sede arcivescovile della capitale austriaca, ma un vero e proprio punto di riferimento emotivo per i viennesi, che la chiamano affettuosamente con l'appellativo dialettale di „der Steffl“.
Con la sua maestosa cuspide che buca lo skyline a oltre 136 metri d'altezza e il suo inconfondibile tetto maiolicato che brilla sotto la luce mitteleuropea, la cattedrale è una testimonianza vivente dell'ambizione degli Asburgo, della maestria delle corporazioni medievali e della capacità di rinascita del popolo austriaco dopo le devastazioni belliche del Novecento.
L'edificio attuale affonda le sue radici nella prima metà del XII secolo, quando Vienna necessitava di una parrocchia degna della sua crescente rilevanza commerciale. Delle originarie fasi romaniche sopravvive ancora oggi la spettacolare facciata occidentale, dominata dal Portale dei Giganti (Riesentor) e dalle due Torri dei Pagani (Heidentürme), testimoni del passato pre-gotico dell'edificio.
La metamorfosi gotica prese slancio sotto il duca Rodolfo IV d'Asburgo, detto il Fondatore, il quale posò la prima pietra della nuova navata nel 1359 nel tentativo dichiarato di competere con il Duomo di San Vito a Praga. Da quel momento, generazioni di scalpellini e architetti crearono una straordinaria chiesa a sala (Hallenkirche), dove navata centrale e navate laterali raggiungono quasi la medesima altezza, inondando l'interno di un misticismo solenne.
Passeggiando lungo i muri esterni e all'interno del duomo, gli occhi più attenti possono scorgere dettagli affascinanti e aneddoti secolari:
L'interno dello Stephansdom custodisce capolavori scultorei, monumenti funebri imperiali e tesori liturgici di inestimabile valore artistico:
Lungo la navata centrale si erge il magnifico pulpito in pietra arenaria finemente scolpito (Domkanzel), capolavoro del tardo gotico attribuito storicamente ad Anton Pilgram (sebbene oggi la critica propenda per la bottega di Niclaus Gerhaert van Leyden). Tra rilievi dei quattro Padri della Chiesa e piccoli animali simbolici (lucertole e rospi che rappresentano il male scacciati dai cani del bene), sotto la rampa della scala spunta il celebre autoritratto dello scultore affacciato a una finestra: il Fenstergucker ("colui che guarda dalla finestra").
Nel coro meridionale troneggia la tomba imperiale di Federico III (Grabmal Kaiser Friedrichs III.), realizzata in marmo rosso di Adnet da Niclaus Gerhaert van Leyden. L'opera, ricca di centinaia di figure e stemmi araldici minuziosamente intagliati, è considerata una delle massime espressioni della scultura funeraria rinascimentale a nord delle Alpi.
Nel coro settentrionale si trova lo splendido polittico intagliato e dorato del 1447 (Wiener Neustädter Altar). I suoi sportelli mobili mostrano scene della vita della Vergine Maria e di Cristo, componendo uno dei cicli pittorici e lignei più preziosi d'Austria.
Al di sotto del pavimento si snodano le Catacombe (Katakomben), che ospitano ossari con i resti di migliaia di cittadini viennesi vittime della peste, ma soprattutto la Cripta Ducale (Herzogsgruft), dove riposano i resti di Rodolfo IV e, all'interno di urne in rame, le viscere di numerosi imperatori e imperatrici della dinastia asburgica (i cui cuori si trovano nella vicina Augustinerkirche e i corpi nella Cripta dei Cappuccini).
Per ammirare un panorama impareggiabile sulla capitale è possibile salire sulla Torre Sud (136,4 metri), affrontando i suoi celebri 343 gradini a chiocciola fino alla stanza della guardia antincendio. In alternativa, la Torre Nord — rimasta incompiuta in epoca rinascimentale con la sua caratteristica cupola — è comodamente raggiungibile tramite un ascensore e ospita la leggendaria Pummerin, la seconda campana oscillante più grande d'Europa, originariamente fusa con il metallo dei cannoni sottratti all'esercito ottomano dopo il fallito Assedio di Vienna del 1683.