Nessun profilo urbano al mondo è così intimamente legato a una giostra d'epoca come quello di Vienna. Accanto all'inconfondibile guglia gotica di Santo Stefano, è la sagoma maestosa della Ruota Panoramica del Prater (in lingua originale Wiener Riesenrad) a definire l'orizzonte della capitale austriaca. Situata all'ingresso del celebre parco divertimenti Wurstelprater, nel secondo distretto viennese (Leopoldstadt), la Riesenrad non è semplicemente una delle attrazioni più amate della città, bensì un autentico monumento nazionale, testimone prezioso del passaggio dall'epoca dell'Impero asburgico alla modernità contemporanea.
Salire a bordo delle sue celebri carrozze in legno rosso ciliegia non significa soltanto godere di una delle viste a 360 gradi più spettacolari su Vienna, sui boschi del Wienerwald e sul corso del Danubio; è una vera e propria macchina del tempo che proietta il visitatore indietro di oltre un secolo, tra fasti della Belle Époque, memorie belliche e pietre miliari della storia del cinema internazionale.
La storia della Wiener Riesenrad affonda le sue radici nei preparativi per il Giubileo d'Oro dell'Imperatore Francesco Giuseppe I. Eretta nel 1897 per celebrare i cinquant'anni di regno del monarca asburgico, la struttura fu progettata dai brillanti ingegneri britannici Walter Basset e Harry Hitchins. Basset, ex tenente della Royal Navy convertitosi all'ingegneria del ferro, importò sul continente europeo la formula delle grandi ruote d'acciaio già sperimentate con successo a Londra, Chicago e Blackpool.
La sua imponente struttura a traliccio esprimeva appieno l'ottimismo tecnologico e la potenza industriale del tardo Ottocento: un diametro di circa 61 metri, un'altezza totale di quasi 65 metri e una massa metallica superiore alle 430 tonnellate. Tuttavia, l'epoca dorata della Ruota rischiò di scomparire per sempre. Nel 1916 fu firmato un ordine di demolizione per motivi bellici, mai attuato unicamente per mancanza di fondi da destinare allo smantellamento.
La vera tragedia si consumò nell'autunno del 1944, durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale: un devastante incendio ridusse in cenere l'intero meccanismo e tutte le trenta gondole originali. Risorta miracolosamente dalle proprie ceneri nel 1947 come fiero simbolo della ricostruzione viennese post-bellica, la ruota fu rimessa in funzione con una modifica strutturale visibile ancora oggi: per ragioni di sicurezza e di peso, vennero riagganciate soltanto 15 cabine, lasciando vuoti gli intervalli intermedi.
La popolarità globale della Ruota Panoramica è indissolubilmente legata al capolavoro cinematografico Il terzo uomo (The Third Man, 1949), diretto da Carol Reed. È proprio all'interno di una delle cabine sospese della Riesenrad che il misterioso Harry Lime, interpretato da un magistrale Orson Welles, pronuncia il leggendario monologo sull'Italia dei Borgia, sul terrore e sull'invenzione dell'orologio a cucù da parte della Svizzera. Negli anni successivi, la Riesenrad ha fatto da romantica scenografia al film cult Before Sunrise di Richard Linklater (con il primo bacio tra Jesse e Céline sospeso sopra la città) e a spericolate sequenze nella saga di James Bond (007 - Zona pericolo, 1987).
Una visita alla Wiener Riesenrad si articola attraverso tappe suggestive che uniscono divulgazione storica e contemplazione visiva: