Nel maestoso parco che incornicia la residenza estiva degli Asburgo, a pochi passi dall'imponente serra liberty delle palme, sorge uno degli edifici più insoliti e affascinanti di Vienna: la Casa del Deserto di Schönbrunn (in tedesco Wüstenhaus Schönbrunn). Mentre il resto del parco incanta con i suoi giardini alla francese, le fontane monumentali e i viali ombrosi, varcare la soglia di questa elegante struttura in ferro e vetro significa compiere un viaggio sensoriale immediato verso le latitudini più estreme e aride della Terra.
Nata dalla collaborazione scientifica e museale tra la Bundesgärten Wien-Innsbruck (i Giardini Federali) e lo Tiergarten Schönbrunn (il giardino zoologico più antico del mondo), la Wüstenhaus non è un semplice orto botanico al coperto. È un autentico biotopo vivente dove una preziosissima collezione di flora succulenta convive con specie animali perfettamente adattate alla sopravvivenza in condizioni climatiche proibitive. Un percorso circolare guidato conduce i visitatori attraverso gli habitat desertici di Africa, Madagascar, Asia e Americhe, offrendo uno spaccato naturalistico di rara suggestione nel cuore del tredicesimo distretto viennese.
L’edificio fu commissionato dall'imperatore Francesco Giuseppe I e completato nel 1904 su progetto dell'architetto di corte Alfons Khaer. In origine la struttura era conosciuta come Sonnenuhrhaus (“Casa della Meridiana”), denominazione derivata dalla presenza di una storica meridiana posta nel giardino antistante. Concepita come serra fredda per ospitare la sontuosa collezione botanica imperiale di piante provenienti dal Sudafrica e dall'Australia (la cosiddetta collezione “Nuova Olanda”), la struttura rappresentava uno straordinario esempio di architettura tardo-storicista con influssi Jugendstil, la declinazione austriaca dell'Art Nouveau.
Le ardite campate di ferro battuto dipinto, le ampie superfici vetrate volte a catturare ogni singolo raggio di sole e le linee sinuose tipiche dell'inizio del Novecento testimoniano l'eccellenza ingegneristica dell'epoca asburgica. Dopo le devastazioni della Seconda Guerra Mondiale e decenni di declino che ne avevano compromesso la stabilità, l'edificio ha beneficiato di un meticoloso restauro conservativo, riaprendo al pubblico nel 2003 con il suo allestimento attuale dedicato ai deserti del mondo.
La visita si snoda lungo un sentiero tematico autentico, dove l'allestimento paesaggistico ricrea canyon di terra rossa, dune rocciose e letti di fiumi prosciugati:
La passione degli Asburgo per la botanica esotica ha radici profonde: già l'imperatore Francesco I di Lorena, consorte di Maria Teresa, finanziava costose spedizioni scientifiche nelle Antille e in Sudamerica per arricchire le collezioni di corte. Nel XIX secolo, gli imperatori trasformarono Schönbrunn in uno dei poli botanici più prestigiosi al mondo. La Wüstenhaus fu l'ultimo grande padiglione vegetale costruito sotto la monarchia danubiana, a compimento di un programma scientifico durato oltre un secolo e mezzo.