Nel cuore più antico e raccolto del centro storico viennese, celato tra i vicoli acciottolati che digradano verso il Canale del Danubio, sorge il Wiener Neustädter Hof (noto nei documenti storici anche come Neustädter Hof). Questo straordinario edificio tardo-barocco rappresenta una testimonianza tangibile dell'intreccio tra potere monastico, architettura civile e le drammatiche vicende belliche che hanno forgiato l'identità dell'Austria imperiale. Situato in Sterngasse 3, a pochi passi dalla storica piazza dell'Hoher Markt, il palazzo attira gli sguardi degli intenditori d'arte per la sua elegante severità architettonica e, soprattutto, per un reperto bellico seicentesco incastonato a vista nella facciata, a imperitura memoria del secondo assedio ottomano del 1683.
Le origini dell'area affondano nel Medioevo: le prime testimonianze documentali di una struttura residenziale in questo punto risalgono al 1467. Nel 1708 la proprietà fu acquisita dalla prestigiosa abbazia cistercense di Neukloster a Wiener Neustadt. Per i ricchi monasteri della Bassa Austria, possedere una corte urbana (un cosiddetto Stiftshof) all'interno delle mura di Vienna non era soltanto una questione di prestigio politico, ma rispondeva a una precisa strategia economica: fungeva da centro amministrativo e da privilegiato emporio per la mescita e la vendita dei vini abbaziali esenti da dazi.
Tra il 1735 e il 1737, l'abate Benedikt Hell decise di ristrutturare completamente l'edificio. Il cantiere fu affidato al capomastro Johann Pauli, con influssi progettuali riconducibili all'illustre architetto imperiale Anton Johann Ospel, celebre per la facciata dell'Arsenale Civico (Bürgerliches Zeughaus am Hof). L'opera diede vita a una facciata nobiliare a quattro piani che asseconda elegantemente la sinuosa curvatura medievale della via. Al pianterreno, un monumentale portale dorico in pietra arenaria con paraste bugnate conferisce un ritmo solenne all'ingresso. Al di sotto del palazzo vennero scavate immense cantine a volte per conservare le botti monastiche: nacque così il leggendario Neustädter Keller, una delle osterie storiche più amate e frequentate della Vienna sette-ottocentesca.
L'edificio custodisce inoltre aneddoti culturali di grande fascino: qui, nel 1847, si spense il poeta e arcivescovo ungherese Ladislaus Pyrker von Felső-Eőr. Pyrker fu una figura di spicco nel panorama del Romanticismo austriaco e intimo amico di Franz Schubert, che musicò alcuni dei suoi testi più celebri (tra cui Die Allmacht e Das Heimweh). Nel 1880, a seguito dell'unione di Neukloster con la celebre abbazia cistercense di Heiligenkreuz, l'edificio passò sotto l'orbita di quest'ultima.
La vera particolarità che rende celebre il palazzo, tuttavia, è il cosiddetto Türkenstein (o Türkenkugel). Sulla parete esterna a sinistra del portale pende, assicurata a una robusta catena di ferro forgiato, un'autentica palla di mortaio ottomana in pietra. A differenza di molti proiettili commemorativi sparsi per la città realizzati a posteriori, questo manufatto è uno dei rarissimi proiettili originali risalenti all'assedio del 1683.