Nel cuore del dinamico quindicesimo distretto viennese, a pochi passi dai flussi quotidiani del mercato rionale, si nasconde uno dei capolavori più affascinanti e insoliti dell'archeologia industriale asburgica: la Vecchia Camera di Manovra (Alte Schieberkammer). Lungi dall'essere un mero manufatto utilitaristico, questo monumento incarna una delle più grandi rivoluzioni civili e igieniche della Vienna imperiale del XIX secolo.
Tra queste massicce pareti in mattoni a vista, inaugurate sotto il regno dell'imperatore Francesco Giuseppe I d'Austria (Franz Joseph I.), si gestiva il flusso vitale dell'acqua di sorgente alpina che arrivava direttamente dai massicci innevati delle Alpi di Stiria e Bassa Austria fino al cuore pulsante della capitale. Oggi, superbamente restaurata e convertita in uno spazio culturale polifunzionale gestito dal dipartimento municipale Wiener Wasser (MA 31), la Alte Schieberkammer si offre al visitatore come un suggestivo ponte tra l'ingegneria ottocentesca, l'architettura dei serbatoi ipogei e l'arte contemporanea.
Per comprendere l'origine della Alte Schieberkammer occorre risalire alla seconda metà dell'Ottocento. Vienna stava vivendo una travolgente espansione urbanistica dopo l'abbattimento delle mura e la costruzione della celebre Ringstraße. La città, tuttavia, era martoriata da ricorrenti epidemie di colera e tifo provocate da una falda freatica inquinata. La svolta storica giunse grazie alla visione del celebre geologo e deputato Eduard Suess, a cui si deve l'intitolazione della via adiacente all'edificio (la Eduard-Sueß-Gasse). Suess convinse la corte a rinunciare all'acqua del Danubio per intraprendere un'opera colossale: la Prima Conduttura Idrica di Alta Montagna (I. Wiener Hochquellenwasserleitung).
Costruita tra il 1870 e il 1873 e inaugurata solennemente in occasione dell'Esposizione Universale di Vienna (Wiener Weltausstellung), la condotta portava l'acqua purissima delle sorgenti alpine del Rax e dello Schneeberg a coprire oltre 90 chilometri di distanza tramite la sola forza di gravità. Uno dei punti nevralgici di accumulo e compensazione pressoria fu proprio il grande serbatoio sulla collina della Schmelz (Wasserbehälter Schmelz).
La Alte Schieberkammer fungeva letteralmente da "cabina di regia idraulica": all'interno del severo edificio in stile storicista industriale erano alloggiate le valvole a saracinesca (Schieber), i sifoni e le imponenti condotte in ghisa necessarie per riempire il serbatoio, distribuire l'acqua ai quartieri centrali (compreso il primo distretto, la Innere Stadt) e gestire gli svuotamenti di manutenzione.
Un aneddoto artistico poco noto riguarda il maestoso bassorilievo scultoreo incastonato nella facciata: si tratta di un gruppo allegorico scolpito nel 1843 e recuperato dal precedente impianto Kaiser-Ferdinand-Wasserwerk. L'opera raffigura una potente divinità fluviale, una ninfa e lo stemma civico imperiale, a testimonianza di come a Vienna persino l'infrastruttura idrica dovesse rispondere a un canone estetico aulico e celebrativo. Negli anni Novanta del Novecento, con la costruzione di un nuovo serbatoio sotterraneo moderno sotto il centro sportivo della Schmelz, l'edificio è stato magistralmente salvato dalla demolizione, restaurato e riconvertito in polo espositivo e scenografico palcoscenico per concerti ed eventi.