Simbolo indiscusso dell'apogeo asburgico e capolavoro monumentale del Barocco e del Rococò europeo, la Reggia di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn) è il cuore pulsante della memoria imperiale di Vienna. Situata nel tredicesimo distretto, questa grandiosa residenza estiva racconta oltre tre secoli di fasti dinastici, intrighi diplomatici, svolte geopolitiche e intime vicende umane. Inserita dall'UNESCO nel Patrimonio Mondiale dell'Umanità dal 1996 insieme al suo immenso parco scenografico, Schönbrunn non è un semplice museo: è un palinsesto vivo dove l'architettura celebrativa dialoga costantemente con il mito dell'imperatrice Maria Teresa, l'epopea tragica di Sisi e la rigorosa etica del dovere di Francesco Giuseppe.
Il nome del palazzo affonda le radici in una leggenda seicentesca: si narra che l'imperatore Mattia, durante una battuta di caccia nel 1619, scoprì una sorgente d'acqua freschissima esclamando estasiato «Welch’ schöner Brunn!» ("Che bella fonte!"). Il sito, originariamente occupato da una tenuta signorile nota come Katterburg, venne devastato durante il secondo assedio ottomano del 1683. Fu l'imperatore Leopoldo I a cogliere l'occasione del trionfo sui turchi per ordinare la costruzione di una residenza dinastica senza precedenti.
Il progetto fu affidato al genio del barocco austriaco Johann Bernhard Fischer von Erlach, il quale concepì inizialmente un disegno utopico: una reggia colossale appollaiata sulla sommità della collina, destinata a superare Versailles per imponenza scenica. Ragioni finanziarie e logistiche spinsero tuttavia la corte a ridimensionare il piano, trasferendo l'edificio ai piedi del pendio naturale. Ma la vera metamorfosi del complesso avvenne a metà del Settecento sotto il regno di Maria Teresa d'Austria. L'imperatrice affidò all'architetto di corte Nicolò Pacassi una radicale riplasmazione degli spazi tra il 1743 e il 1749.
Pacassi trasformò la massiccia struttura seicentesca in un gioiello del Rococò teresiano, alleggerendo le linee, introducendo ampi vestiboli, scalinate d'onore e arricchendo gli interni con stucchi a motivi rocaille in foglia d'oro e boiserie laccate. È in quest'epoca che si affermò il celebre Giallo Schönbrunn (Schönbrunner Gelb), la tonalità ocra-dorata che caratterizza le facciate del palazzo e che, su decreto imperiale, divenne il colore ufficiale di tutti gli edifici pubblici e le stazioni dell'Impero austro-ungarico.
Tra le 1.441 stanze del palazzo si sono intrecciati i destini d'Europa: qui nacque e morì nel 1916 Francesco Giuseppe; qui Napoleone Bonaparte pose il suo quartier generale nel 1805 e nel 1809, alloggiando nelle stesse sale dove, nel 1832, si spense giovanissimo il suo unico figlio legittimo, il Duca di Reichstadt (l'Aiglon). Più tardi, nel pieno della Guerra Fredda (1961), la spettacolare Grande Galleria fece da cornice allo storico vertice tra John F. Kennedy e Nikita Chruščëv.
L'itinerario all'interno del palazzo apre le porte a 45 ambienti imperiali conservati con rigore filologico. Ecco le tappe imprescindibili:
Con i suoi oltre 40 metri di lunghezza e quasi 10 di larghezza, è il vertice del fasto cerimoniale asburgico. Illuminata da enormi specchi di cristallo veneziano che riflettono la luce dei lampadari lignei dorati, la galleria è sormontata da una straordinaria volta affrescata dall'italiano Gregorio Guglielmi, che celebra la prosperità dell'Austria sotto il governo congiunto di Maria Teresa e Francesco Stefano di Lorena.
Considerata una delle espressioni più raffinate dell'arte decorativa rococò al mondo, questa stanza privata è rivestita da una preziosissima boiserie in palissandro del Madagascar lavorato a compasso. All'interno delle cornici dorate sono incastonate 260 miniature indo-persiane moghul risalenti al XVI e XVII secolo, ritagliate e ricomposte a collage secondo il gusto della corte teresiana. Il nome deriva dal valore astronomico speso all'epoca per la sua realizzazione: oltre un milione di fiorini.
Allestita dopo la morte improvvisa del consorte Francesco Stefano nel 1765, questa camera funebre trasformata in studio da Maria Teresa presenta rari pannelli in lacca nera provenienti da Pechino, incorniciati da stucchi rococò e accostati a ritratti di famiglia realizzati da Pompeo Batoni e Martin van Meytens.
Il percorso permette di entrare nell'intimità della coppia imperiale più celebre della storia viennese. Da non perdere il Turnzimmer (Stanza della ginnastica) dell'imperatrice Elisabetta, dove sono ancora visibili la spalliera, gli anelli e la barra con cui Sisi manteneva ossessivamente la propria silhouette, e la Toilettezimmer, teatro dei quotidiani rituali di cura della sua lunghissima chioma.
L'esperienza di Schönbrunn è inscindibile dal suo immenso parco monumentale. Salendo lungo la collina si raggiunge la monumentale Gloriette, una loggia porticata ad arcate trionfali progettata da Ferdinand von Hohenberg nel 1775 per celebrare la vittoria asburgica nella battaglia di Kolín. Dalla sua terrazza superiore si gode uno dei panorami più spettacolari su Vienna e sulla geometria perfetta dei giardini alla francese, tra labirinti siepati (Irrgarten), fontane mitologiche e la grandiosa Palmenhaus, una delle serre in ferro e vetro più estese d'Europa.