Nel cuore nobile della Innere Stadt, a pochi passi dall'Albertina e dall'imponente Hofburg, sorge uno dei capolavori più affascinanti e stratificati del Barocco viennese: Palazzo Lobkowitz (Palais Lobkowitz). Più che una semplice residenza nobiliare, questo magnifico edificio è un autentico tempio della cultura mitteleuropea: qui l'architettura imperiale seicentesca si fonde indissolubilmente con la storia della grande musica classica e con il fascino scenografico delle arti performative, ospitando oggi le prestigiose collezioni del Theatermuseum (Museo Austriaco del Teatro).
Costruito tra il 1685 e il 1687 su disegno del celebre maestro ticinese Giovanni Pietro Tencalla per volere del conte Philipp Sigmund von Dietrichstein, il palazzo sorse all'indomani del secondo assedio ottomano del 1683, in una Vienna in piena rinascita urbanistica ed economica. Passato successivamente a varie famiglie aristocratiche, l'immobile fu acquisito nel 1745 dal principe Ferdinand Philipp Joseph von Lobkowitz, inaugurando l'epoca d'oro della casata boema a Vienna.
L'edificio subì decisive modifiche architettoniche nei primi decenni del Settecento, quando il genio indiscusso del Barocco austriaco, Johann Bernhard Fischer von Erlach, fu incaricato di ridisegnare il monumentale portale d'ingresso. Fischer von Erlach concepì un'opera scultorea di rara potenza scenica: un portale sovrastato da un balcone con balaustra e arricchito da imponenti figure mitologiche e trofei d'arme, capaci di conferire alla facciata severa un dinamismo teatrale inedito.
Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, il palazzo divenne uno dei salotti culturali e musicali più vibranti d'Europa grazie al principe Franz Joseph Maximilian von Lobkowitz (1772–1816), insigne violoncellista, mecenate appassionato e tra i più generosi sostenitori di Ludwig van Beethoven.
Il cuore pulsante e irrinunciabile del palazzo è la magnifica Eroica-Saal. È qui che nella prima metà di giugno del 1804 risuonarono per la prima volta in assoluto, durante una prova privata con l'orchestra di corte finanziata dal principe Lobkowitz, le dirompenti note della Terza Sinfonia in Mi bemolle maggiore op. 55 di Beethoven, poi ribattezzata "Eroica". Alzando gli occhi, il visitatore resta abbagliato dalla spettacolare quadratura prospettica e dall'affresco del soffitto eseguito nel 1729 dal pittore di corte olandese Jacob van Schuppen, raffigurante le allegorie delle Arti e delle Scienze che trionfano sul Tempo.
Prima ancora di varcare la soglia, è d'obbligo soffermarsi su Lobkowitzplatz per ammirare il portale d'onore. L'integrazione di volute plastiche, dettagli araldici ed elementi plastici anticipa magistralmente il linguaggio che Fischer von Erlach avrebbe poi consacrato nella vicina Karlskirche e nella Hofbibliothek.
Dagli anni '90 del Novecento, il palazzo è la sede del prestigioso Theatermuseum, custode di un patrimonio inestimabile legato al teatro, all'opera, al balletto e al teatro di figura. Tra i pezzi forti imperdibili spiccano le marionette d'avanguardia del maestro viennese Richard Teschner, modelli di scenografie storiche dell'Opera di Stato di Vienna, costumi originali d'epoca asburgica e bozzetti autografi di maestri della Secessione viennese e del Modernismo.
La leggenda musicale vuole che la Terza Sinfonia dovesse originariamente intitolarsi "Bonaparte", in omaggio agli ideali repubblicani di Napoleone. Quando però Napoleone si autoproclamò Imperatore dei Francesi nel maggio 1804, Beethoven, furioso per il tradimento della causa libertaria, strappò con violenza il frontespizio della partitura. La sinfonia fu poi pubblicata con la celebre dicitura "Sinfonia eroica, composta per festeggiare il sovvenire d'un grand'Uomo" e dedicata ufficialmente proprio al suo fedele protettore, il principe Lobkowitz, che l'aveva tenuta a battesimo tra le mura di questo palazzo.