Nel cuore dell'elegante nono distretto viennese sorge uno dei complessi monumentali più sontuosi e raffinati d'Europa: il Palazzo Giardino Liechtenstein (Gartenpalais Liechtenstein). Più che una semplice residenza nobiliare, questo magnifico edificio rappresenta il trionfo del Barocco romano trapiantato sulle rive del Danubio e custodisce oltre quattro secoli di mecenatismo della casata regnante del Liechtenstein, una delle famiglie aristocratiche più antiche e collezionisticamente rilevanti del continente.
Sebbene a Vienna esista anche il prestigioso Palazzo di Città (Stadtpalais Liechtenstein), situato nel primo distretto accanto al Burgtheater, è proprio il Gartenpalais ad Alsergrund a incarnare il perfetto ideale nobiliare viennese: una sontuosa dimora suburbana concepita come villa di delizie (Maison de Plaisance), circondata da un parco idilliaco e concepita fin dalle origini per accogliere dipinti, sculture e arredi di valore inestimabile.
La genesi del palazzo si deve al principe Johann Adam Andreas I von Liechtenstein, mecenate appassionato e figura chiave dell'alta aristocrazia asburgica, noto all'epoca con il significativo soprannome di "Hans Adam il Ricco". Verso la fine del XVII secolo, il principe affidò l'incarico iniziale all'architetto Domenico Egidio Rossi, sostituito nel 1692 dal celebre architetto lucchese Domenico Martinelli, che impresse alla struttura la sua inconfondibile impronta monumentale ispirata al Classicismo barocco romano.
L'edificio fonde con virtuosismo la severità monumentale della facciata esterna con l'esuberanza teatrale degli interni. I due piani nobili furono pensati per dialogare costantemente con l'esterno: al pianterreno, la Sala Terrena si apre verso i giardini attraverso ampie arcate, mentre al piano superiore troneggia la spettacolare Sala d'Ercole (Herkulessaal). Gli affreschi della volta, eseguiti tra il 1704 e il 1708 dal maestro gesuita Andrea Pozzo, costituiscono uno dei vertici assoluti dell'illusionismo prospettico barocco a nord delle Alpi, celebrando l'apoteosi del semidio Ercole come metafora delle virtù della stirpe Liechtenstein.
Palazzo Liechtenstein è intriso di storie e primati straordinari che lasciano i visitatori a bocca aperta:
Una visita alle Collezioni Principesche (Fürstliche Sammlungen) racchiuse nel palazzo regala un percorso artistico paragonabile a quello dei maggiori musei internazionali:
È il cuore scenografico del palazzo. Alzando lo sguardo verso la volta, l'incredibile effetto di trompe-l'œil di Andrea Pozzo apre il soffitto verso un cielo infinito in cui Ercole ascende all'Olimpo tra dei, nubi e scorci architettonici virtuali che sembrano sfidare la gravità.
La collezione vanta uno dei nuclei di dipinti di Pieter Paul Rubens più completi al mondo. Spiccano il celeberrimo ritratto intimo della figlioletta Clara Serena Rubens all'età di cinque anni e l'imponente ciclo monumentale dedicato al console romano Decio Mure, caratterizzato da un vigore cromatico ed espressivo senza eguali.
Nelle sale adiacenti si possono ammirare opere straordinarie di Antoon van Dyck, Rembrandt, Frans Hals, nonché gemme del Rinascimento italiano firmate da Raffaello e Sebastiano del Piombo.
Originariamente disegnato come giardino barocco alla francese e poi trasformato in parco all'inglese nell'Ottocento, il giardino è un'oasi di pace punteggiata da alberi secolari, aiuole fiorite, laghetti e una suggestiva vista sulla facciata posteriore del palazzo.