Nel cuore scenografico di Schwarzenbergplatz, all'angolo che si affaccia verso l'iconica Ringstraße, si erge con straordinaria imponenza il Palazzo dell'Arciduca Ludwig Viktor (Palais Erzherzog Ludwig Viktor). Realizzato nella seconda metà dell'Ottocento, questo sontuoso edificio rappresenta una delle massime espressioni dello Storicismo viennese (Historismus) e incarna alla perfezione l'epoca d'oro imperiale, in cui l'aristocrazia asburgica gareggiava per commissionare le residenze più sfarzose lungo il nuovo viale monumentale della capitale.
Oltre al rigore monumentale della sua facciata rinascimentale, il palazzo custodisce una storia affascinante e scandalosa legata al suo committente: l'arciduca Ludwig Viktor, il fratello minore dell'imperatore Francesco Giuseppe I. Figura anticonformista, raffinato mecenate e animatore della vita mondana viennese, il principe trasformò questo palazzo in un palcoscenico per feste leggendarie e collezioni d'arte, prima che i costumi dell'epoca e gli scandali di corte ne decretassero l'allontanamento da Vienna. Oggi il palazzo continua a vivere come sede teatrale d'eccellenza, ospitando il Kasino am Schwarzenbergplatz, prestigiosa sede distaccata del celeberrimo Burgtheater.
Nel 1863, l'arciduca Ludwig Viktor commissionò la costruzione della propria residenza cittadina a uno dei più celebri architetti della Vienna imperiale: Heinrich von Ferstel, l'acclamato creatore della Votivkirche e del Palais Ferstel sul Freyung. Ispirandosi all'architettura dei grandi palazzi nobiliari del Rinascimento italiano, Ferstel progettò una facciata solenne e simmetrica a quattro piani, ritmata da bugnato al pianterreno e scandita ai livelli superiori da semicolonne corinzie, edicole classiche e un ricco cornicione monumentale coronato da balaustre.
A impreziosire il prospetto principale si trovano sei monumentali statue a figura intera, opera degli scultori Franz Melnitzky e Josef Gasser. Queste sculture raffigurano insigni personaggi della dinastia asburgica e protettori delle arti, tra cui Rodolfo d'Asburgo, l'imperatore Massimiliano I e Carlo V d'Asburgo, posizionati a imperitura memoria della grandezza del casato imperiale.
La vita all'interno del palazzo era tutt'altro che austera. L'arciduca, popolarmente chiamato nei circoli viennesi con il vezzeggiativo di "Luzi-Wuzi", era celebre per il suo gusto raffinato per le porcellane di Meissen e l'antiquariato, ma anche per la sua aperta omosessualità e la pungente lingua con cui animava il gossip di corte. Ludwig Viktor amava travestirsi e organizzare ricevimenti sontuosi nella grandiosa Sala da ballo del primo piano nobile. Tuttavia, in seguito a una serie di clamorosi scandali pubblici (tra cui un famigerato alterco presso i bagni pubblici della Centralbad), nel 1904 l'imperatore Francesco Giuseppe ordinò al fratello di abbandonare definitivamente la capitale e di ritirarsi nel castello di Klessheim, vicino a Salisburgo.
Nel 1910, l'imperatore mise la sontuosa struttura a disposizione dell'associazione degli ufficiali come Militärkasino ("Casinò militare"), destinazione che ne mutò parzialmente gli interni pur preservando gli sfarzosi soffitti a cassettoni dorati, gli stucchi e la scenografica scalinata d'onore.
Chi visita Schwarzenbergplatz o assiste a uno spettacolo all'interno dell'edificio non deve perdere alcuni elementi storico-artistici di straordinario valore: