Nel cuore elegante dell'ottavo distretto (Josefstadt), a pochi passi dall'imponente viale della Ringstraße e dal Municipio, sorge una delle dimore aristocratiche più prestigiose e ricche di fascino della capitale austriaca: il Palazzo Auersperg (Palais Auersperg). Questo gioiello dell'architettura barocca viennese ha attraversato oltre tre secoli di storia imperiale, trasformandosi da residenza nobiliare suburbana a sontuoso epicentro della vita musicale asburgica e, non da ultimo, a teatro clandestino di eventi cruciali per la liberazione dell'Austria alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un luogo imperdibile per chi cerca l'anima più autentica, aristocratica ed evocativa di Vienna.
Le origini del palazzo risalgono agli anni tra il 1706 e il 1710, quando il conte Hieronymus Capece di Rofrano incaricò i celebri architetti Christian Alexander Oedtl e l'illustre Johann Bernhard Fischer von Erlach (l'architetto di Schönbrunn e della Karlskirche) di erigere una sontuosa residenza estiva fuori dalle vecchie mura cittadine. Successivamente, la proprietà passò al principe Joseph Friedrich von Sachsen-Hildburghausen, figura colta e mecenate straordinario, che trasformò il palazzo nel cuore pulsante dell'avanguardia musicale viennese, assumendo come maestro di cappella nientemeno che Christoph Willibald Gluck.
Nel 1777 l'immobile fu acquistato dalla nobile casata dei Principi di Auersperg, da cui prende il nome odierno. Sotto la loro egida, le sale del palazzo risuonarono delle note dei più grandi geni dell'epoca: nel marzo del 1786, all'interno del teatro privato del palazzo, andò in scena una memorabile esecuzione privata dell'opera Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart, con un cast formato interamente da illustri aristocratici viennesi e con il compositore stesso a supervisionare le prove.
Tra i fasti ottocenteschi — quando le sale accolsero il principe ereditario Rodolfo d'Asburgo e la grandiosa nobiltà dell'Impero austro-ungarico — e gli aneddoti letterari legati a Hugo von Hofmannsthal (che si ispirò proprio alla famiglia Rofrano per il libretto de Il cavaliere della rosa di Richard Strauss), Palazzo Auersperg custodisce anche una pagina eroica del Novecento: nell'aprile del 1945 divenne il quartier generale segreto dell'O5, il comitato militare della Resistenza austriaca contro il regime nazionalsocialista, coordinando le operazioni per preservare Vienna da ulteriori distruzioni prima dell'arrivo degli Alleati.
L'edificio fonde con rara armonia la grandiosità della facciata barocca scandita da lesene ioniche e decorazioni scultoree con una sequenza di interni monumentali conservati con meticolosa fedeltà: