Nel panorama architettonico viennese, dove dominano la solennità barocca del Ring e le geometrie raffinate dello Jugendstil, sorge lungo le sponde del canale del Danubio un'opera d'arte pubblica senza eguali al mondo: l'Inceneritore di Spittelau (Müllverbrennungsanlage Spittelau, noto anche come Fernwärmewerk Spittelau). Quello che per qualsiasi metropoli rappresenterebbe una mera infrastruttura industriale o un elemento da occultare alla vista, a Vienna si è trasformato in uno dei simboli più amati della città, sintesi perfetta tra avanguardia tecnologica, impegno ecologico e audacia artistica.
Ridisegnato dal celebre artista, pittore ed ecologista Friedensreich Hundertwasser, l'impianto termovalorizzatore fornisce calore ed elettricità a oltre 60.000 famiglie viennesi e allo storico Allgemeines Krankenhaus (AKH), il Policlinico Universitario di Vienna. Con la sua torre svettante coronata da un globo dorato riflettente, i suoi mosaici ceramici vivaci e il rifiuto categorico della linea retta, Spittelau è la dimostrazione tangibile di come l'arte contemporanea possa riconciliare l'uomo, l'industria e la natura.
L'impianto originario fu eretto tra il 1969 e il 1971 in una posizione strategica nel 9° distretto (Alsergrund), concepita per immettere teleriscaldamento direttamente nelle arterie del nascente polo ospedaliero cittadino. Tuttavia, nel 1987 un devastante incendio compromise gravemente la struttura originaria, lasciando la municipalità di fronte a un dilemma: ricostruire un banale complesso in cemento o cogliere l'occasione per ridefinire il paesaggio urbano?
L'allora carismatico Borgomastro di Vienna, Helmut Zilk, decise di affidare l'opera di riqualificazione estetica a Friedensreich Hundertwasser. Inizialmente l'artista rifiutò categoricamente l'incarico: da strenuo ambientalista e oppositore della società dei consumi, riteneva inconcepibile decorare una fabbrica che bruciava scarti e liberava fumi nell'atmosfera.
Zilk non si arrese e strinse un patto con l'artista: l'amministrazione comunale garantì che la nuova centrale sarebbe stata dotata dei più rigorosi e innovativi sistemi di depurazione dei gas di scarico al mondo (filtri elettrostatici, lavatori a umido e catalizzatori di denitrificazione capaci di azzerare quasi del tutto diossine e metalli pesanti). Rassicurato dal primato ecologico dell'impianto, Hundertwasser accettò la sfida a titolo puramente gratuito per il progetto artistico, completato nel 1992 in collaborazione con l'architetto Peter Pelikan.
Fedele al suo celebre aforisma secondo cui "la linea retta è una deviazione contro natura e senza Dio", Hundertwasser ha trasformato i rigidi parallelepipedi industriali in volumi plastici e pulsanti di vita. Le pareti esterne della struttura presentano campiture asimmetriche in blu oltremare e scacchiere policrome, interrotte da tessere ceramiche irregolari applicate a mano che riflettono la luce del sole in ogni stagione dell'anno.
Durante la contemplazione dell'edificio da diverse prospettive, vi sono alcuni dettagli iconici che meritano particolare attenzione: