Nascosta tra le fronde secolari dell'antica riserva di caccia imperiale del Lainzer Tiergarten, nel tredicesimo distretto di Vienna, sorge una delle dimore più intime, poetiche e insolite degli Asburgo: la Hermesvilla (Hermesvilla). Definita dalla stessa corte viennese come il "Castello dei Sogni" (Schloss der Träume), questa sontuosa residenza di caccia e ritiro non nacque per esigenze di rappresentanza istituzionale, ma come un disperato pegno d'amore: il tentativo dell'imperatore Francesco Giuseppe I di offrire all'inquieta consorte, l'imperatrice Elisabetta (Sisi), un rifugio idilliaco e protetto che la inducesse a rimanere a Vienna invece di fuggire costantemente attraverso l'Europa.
Visitarla oggi significa varcare la soglia del gusto imperiale più raffinato di fine Ottocento, dove il romanticismo nostalgico incontra i primissimi albori del modernismo viennese e dove si celano straordinarie opere d'arte giovanili di Gustav Klimt. La Hermesvilla, gestita oggi dal circuito del Wien Museum, è un capolavoro architettonico incastonato in un ecosistema naturale incontaminato.
La costruzione della villa fu affidata nel 1882 a Carl von Hasenauer, l'architetto di punta della Ringstraße, celebre per aver progettato il Kunsthistorisches Museum e il Burgtheater. L'imperatore gli commissionò un edificio che sapesse coniugare il comfort residenziale con il fascino di uno chateau rinascimentale mitteleuropeo e l'eleganza di una villa di campagna eclettica. I lavori si conclusero nel 1886.
Il nome della residenza deriva dalla statua in marmo bianco di Hermes der Wächter (Ermes il Guardiano), opera dello scultore berlinese Ernst Herter, collocata nel cortile d'onore. La figura di Ermes, dio greco dei viandanti, delle transizioni e delle anime erranti, fu scelta appositamente da Elisabetta, che si identificava profondamente con il viaggiare senza posa e la solitudine filosofica.
Sebbene Francesco Giuseppe avesse curato ogni singolo dettaglio logistico — facendo persino spianare i sentieri del bosco per consentire a Sisi di dedicarsi al trotto e alle sue estenuanti camminate quotidiane —, l'imperatrice vi soggiornò soltanto per brevi periodi tra la primavera e l'inizio dell'estate. Dopo il tragico suicidio del principe ereditario Rodolfo a Mayerling nel 1889, Elisabetta disertò quasi completamente la villa, lasciando intatta quell'atmosfera sospesa e malinconica che ancora oggi si respira nelle sue stanze.
Il cuore artistico della dimora è senza dubbio lo sfarzoso Schlafzimmer di Elisabetta. L'intero ambiente fu concepito secondo i dettami dello sfarzoso Makart-Stil, la corrente decorativa teatrale fondata da Hans Makart. Al centro troneggia un gigantesco letto a baldacchino statale del XVII secolo, ma è volgendo lo sguardo verso l'alto che si scopre un autentico tesoro: gli affreschi delle pareti e del soffitto illustrano scene tratte da "Sogno di una notte di mezza estate" di William Shakespeare, poeta amatissimo dall'imperatrice.
Alla morte improvvisa di Makart, l'incarico di completare i dipinti fu affidato alla neonata Künstler-Compagnie, formata da un giovanissimo Gustav Klimt, da suo fratello Ernst Klimt e da Franz Matsch. Nella scena di Titania e la corte delle fate, la mano di Gustav Klimt si rivela già con sconcertante maestria cromatica, fluidità di linee e sensualità figurativa, anticipando di oltre un decennio i capolavori della Secessione Viennese.
Custode dell'ossessione leggendaria di Sisi per la forma fisica e la magrezza, la Turnzimmer conserva gli attrezzi ginnici originali in legno pregiato e cuoio — tra cui anelli, spalliere svedesi e una sbarra d'equilibrio —, perfettamente integrati in un ambiente aristocratico. Le pareti sono decorate da affreschi a tema mitologico commissionati ad August Eisenmenger e Hugo Charlemont, raffiguranti atleti e danze dell'antica Grecia, ideali di perfezione corporea a cui l'imperatrice anelava ossessivamente.
In netto contrasto con le fantasie ellenistiche e oniriche di Sisi, le stanze private di Francesco Giuseppe riflettono l'indole spartana e rigorosa del monarca asburgico. Arredate con mobili in noce in stile Biedermeier e neorinascimentale, ospitano la ricca collezione imperiale di trofei di caccia, documenti d'epoca e dipinti che ritraggono le riserve forestali viennesi prima dell'espansione urbana.
La visita alla Hermesvilla è inscindibile dal paesaggio che la circonda. Il Lainzer Tiergarten, racchiuso da un muro di cinta lungo oltre venti chilometri voluto da Giuseppe II, ospita ancora oggi querce plurisecolari, daini, cervi e cinghiali allo stato brado. Passeggiando lungo il viale alberato che conduce al palazzo ci si immerge nella stessa quiete naturale che stregava la corte asburgica.