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Gasometri gasometer city

Gasometri Gasometer City

Quando si pensa a Vienna, la mente corre subito ai fasti asburgici dell'Hofburg, alle guglie gotiche del Duomo o ai raffinati arabeschi dorati della Secessione. Eppure, la capitale austriaca custodisce uno dei più straordinari e audaci progetti di riconversione industriale e architettura contemporanea al mondo: i quattro monumentali cilindri in mattoni rossi noti come Gasometri (Gasometer Wien o Gasometer City). Situati nell’undicesimo distretto (Simmering), questi colossi di fine Ottocento sono passati dall'essere il cuore pulsante dell’energia della metropoli imperiale a trasformarsi in una vera e propria avveniristica «città nella città», firmata da quattro archistar di calibro internazionale.

Dall'energia imperiale ai rave party: storia e trasformazione

Costruiti tra il 1896 e il 1899 sotto il lungimirante sindaco Karl Lueger, i quattro gasometri servivano per immagazzinare il gas di città (Stadtgas) ricavato dalla distillazione del carbone fossile, destinato a illuminare i viali della Ringstraße e riscaldare le dimore viennesi. Ciascun serbatoio vantava una capienza di circa 90.000 metri cubi e un'altezza monumentale di oltre 70 metri, rendendoli per decenni i più grandi d’Europa. All'esterno, la corte asburgica volle conferire loro un impianto monumentale tipicamente storicista: imponenti facciate in clinker rosso, eleganti archi a tutto sesto e decorazioni classiche che mascheravano la titanica vasca telescopica in metallo all'interno.

Con il passaggio al gas naturale metano nella seconda metà del Novecento, gli impianti divennero obsoleti e nel 1984 furono definitivamente dismessi. Rimasti vuoti e spogliati dei loro serbatoi telescopici, i Gasometri vissero una parentesi leggendaria negli anni '90: le loro caverne acustiche divennero il tempio della musica techno viennese con i celebri «Gazometer Raves», mentre nel 1987 il cinema internazionale li immortalò nel film di James Bond 007 - Zona pericolo (The Living Daylights), dove una capsula di fuga emergeva proprio tra questi giganti d'acciaio e muratura.

La vera rinascita arrivò tra il 1999 e il 2001: Vienna decise di non demolirli, bensì di indire un concorso internazionale per ridare vita ai gusci storici. Il risultato fu una prodezza urbanistica senza precedenti: all'interno della medesima cinta muraria furono ricavati 615 appartamenti, uffici, uno studentato, una galleria commerciale, la sala per concerti Bank Austria Halle e l’Archivio di Stato di Vienna.

I quattro Gasometri: il dialogo tra quattro archistar

Il progetto fu affidato a quattro grandi firme dell’architettura, ciascuna incaricata di reinventare l’interno di un singolo cilindro preservandone la facciata vincolata come monumento storico:

Gasometer A: Jean Nouvel

L'architetto francese Jean Nouvel ha scelto un approccio poetico basato sulla luce e sulla riflessione. All'interno del cerchio in mattoni si innalzano blocchi residenziali disposti a semicerchio, arricchiti da pareti specchiate e vetrate che creano un caleidoscopio di riflessi continui tra cielo, cortile interno e mattoni d'epoca.

Gasometer B: Coop Himmelb(l)au

Il celebre studio decostruttivista viennese capitanato da Wolf D. Prix ha firmato l'intervento visivamente più dirompente. All'esterno della curva storica svetta il celebre «Scudo» (der Schild), un edificio multifunzionale inclinato e avveniristico in vetro e metallo che sembra appoggiarsi con grazia contro il vecchio cilindro industriale. All'interno, gli appartamenti e gli alloggi per studenti fluttuano sopra la monumentale sala eventi.

Gasometer C: Manfred Wehdorn

L'architetto viennese Manfred Wehdorn, celebre per il restauro monumentale, ha optato per un concetto ecologico ed ecotopico. Le unità abitative sono organizzate a gradoni a terrazza che si affacciano su un lussureggiante giardino coperto: un vero e proprio arboreto interno che funge da polmone verde e oasi di tranquillità isolata dal rumore urbano.

Gasometer D: Wilhelm Holzbauer

Il maestro austriaco Wilhelm Holzbauer ha concepito l'interno secondo una geometria rigorosa e razionale a forma di stella a tre punte. I tre corpi di fabbrica residenziali convergono verso un cortile interno centrale coperto da una cupola di vetro, garantendo un'illuminazione zenitale spettacolare e una vista suggestiva sulle pareti storiche intatte.

Cosa vedere assolutamente durante la visita

  • Le passerelle panoramiche sospese (Skybridges): I quattro edifici sono collegati all'altezza dei piani intermedi da spettacolari ponti pedonali aerei vetrati che regalano prospettive vertiginose sulla geometria interna dei complessi.
  • Il contrasto tra clinker e deconstructivismo: Passeggiando all'esterno lungo la Guglgasse, ammirate il contrasto materico tra i mattoni ottocenteschi della corte austro-ungarica e la monumentale ala metallica inclinata di Coop Himmelb(l)au.
  • L'atrio commerciale coperto: Il pianterreno e i primi livelli collegano fluidamente i quattro cilindri attraverso negozi, caffè e ristoranti, dove è possibile alzare gli occhi verso le titaniche volte d'acciaio che originariamente reggevano le campane del gas.
  • La targa storica e i dettagli Gründerzeit: Ciascun ingresso esterno conserva modanature originali, lesene in muratura e finestre ad arco cieche che ricordano l'architettura delle cattedrali gotiche applicata al lavoro industriale.

Informazioni Pratiche per la Visita

  • 📍 Indirizzo e Distretto: Guglgasse 6–14, 1110 Wien (11. Bezirk - Simmering)
  • 🚇 Come arrivare: Metropolitana linea U3 (stazione diretta Gasometer, uscita verso la galleria commerciale); in alternativa Autobus linee 72A e 76A.
  • 🕒 Orari di apertura: La galleria commerciale e gli spazi pubblici sono aperti dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 19:00, il sabato dalle 09:00 alle 18:00 (chiuso domenica e festivi, salvo ristoranti, cinema ed eventi serali). Le aree residenziali sono private.
  • 🎟️ Biglietti: Ingresso libero per le aree pubbliche, la corte centrale e il centro commerciale. Per accedere alle aree residenziali e ai ponti sospesi interni è possibile prenotare visite guidate storiche e architettoniche a pagamento (organizzate da guide locali e associazioni del quartiere).
  • 💡 Consiglio da insider: Salite al livello superiore della galleria tra il Gasometer A e il B nel tardo pomeriggio: quando il sole cala, la luce radente illumina le vetrate di Jean Nouvel e il riflesso sul cotto ottocentesco regala scatti fotografici unici, lontani dalle classiche rotte turistiche del centro.

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