Passeggiando lungo le rive della Neue Donau (il Nuovo Danubio), all’altezza dell'imponente Reichsbrücke, lo sguardo viene inevitabilmente catturato da una visione bizzarra e spiazzante: un autentico faro marittimo a fasce bianche, svettante con i suoi 32 metri d'altezza tra salici, corsi d'acqua e i futuristici grattacieli della Donau City. Si tratta del Faro della Donauinsel (Leuchtturm Donauinsel), una delle curiosità architettoniche più fotografate, insolite e amate dai viennesi.
Come ci è finita una torre di segnalazione oceanica in una capitale senza sbocco sul mare? La risposta non si trova nella storia della navigazione fluviale, bensì nel connubio tutto austriaco tra grande teatro lirico, audace ingegneria scenografica e la vibrante cultura del tempo libero contemporaneo di Vienna.
La storia del faro inizia nell'estremo ovest dell'Austria, sul Lago di Costanza (Bodensee). Nel biennio 1989-1990, il prestigioso festival operistico Bregenzer Festspiele allestì sul celebre palco galleggiante una monumentale produzione de L'olandese volante (Der fliegende Holländer) di Richard Wagner, diretta dal regista britannico David Pountney con le straordinarie scenografie dello scenografo Stefanos Lazaridis.
Lazaridis progettò una gigantesca e realistica torre faro. Durante il drammatico finale di ogni recita, l'eroina Senta compiva il gesto estremo d'amore e sacrificio gettandosi direttamente dalla piattaforma superiore del faro nelle acque scure del lago. Conclusa la stagione teatrale, la colossale struttura metallica fu smantellata nel 1991 e spedita a Vienna, dove venne temporaneamente rimontata nel parco antistante il Technisches Museum Wien (Museo della Tecnica) per la mostra intitolata Phantasie und Industrie.
Nel 1997 l'imprenditore viennese Carl Hofbauer decise di acquistare la struttura per la considerevole cifra di 1,2 milioni di scellini austriaci per trasformarla nel landmark d'eccellenza della Sunken City, la celebre mecca gastronomica e della vita notturna estiva sulla Donauinsel (oggi completamente riqualificata come Pier 22).
Da allora, il faro è diventato parte integrante dell'identità visiva del 22° distretto (Donaustadt). Pur non avendo alcuna reale funzione marittima, la lanterna in cima è stata cablata ed elettrificata per illuminare le serate estive e i festival all'aperto.
Oltre al fascino romantico e teatrale, il faro nasconde una brillante astuzia urbana. Sulla verdeggiante Donauinsel – area protetta e polmone ricreativo cittadino – vigeva un rigido divieto municipale di erigere tralicci e antenne per la telefonia mobile. Per ovviare all'ostacolo senza deturpare il paesaggio, le compagnie di telecomunicazione installarono i ripetitori all'interno e sulla sommità del faro, che ospita inoltre le telecamere panoramiche dell'emittente radiotelevisiva nazionale ORF per il bollettino meteo quotidiano.