Nel reticolo silenzioso di vicoli acciottolati che si snodano a pochi passi dal clamore di Hoher Markt e dalla solenne quiete di Judenplatz, si cela un luogo carico di memoria per la storia dell'arte europea: la Casa di Johann Bernhard Fischer von Erlach (nota in tedesco come Fischer-von-Erlach-Sterbehaus, legata storicamente all'antico Sternhof). È tra queste mura che visse e si spense, il 5 aprile 1723, colui che ha plasmato l'identità visiva della Vienna asburgica gloriosa e trionfante.
Se oggi Vienna incanta il mondo con le maestose cupole della Karlskirche, le grandiose prospettive della reggia di Schloss Schönbrunn o la magnificenza imperiale della Hofbibliothek (la Sala di Gala della Biblioteca Nazionale Austriaca), il merito è in gran parte dell'estro monumentale di Johann Bernhard Fischer von Erlach. Visitare questo edificio residenziale nel cuore dell'Innere Stadt rappresenta un vero e proprio pellegrinaggio laico: un contrasto affascinante tra la titanica audacia delle sue architetture imperiali e la dimensione raccolta, quasi segreta, della sua vita quotidiana.
Le origini del sito affondano nel Basso Medioevo: attestazioni scritte documentano la presenza di un edificio residenziale in questo isolato già a partire dal 1421. Nei primi decenni del Seicento la proprietà passò a Georg Stern, mercante che diede al complesso il celebre nome di Sternhof (Corte della Stella). Fu proprio qui che il sommo architetto di corte (Hofarchitekt) degli imperatori Leopoldo I, Giuseppe I e Carlo VI scelse di stabilire il proprio studio e la propria abitazione.
L'edificio fu il fulcro operativo di una straordinaria dinastia artistica: dopo la morte del capostipite, vi visse e operò anche il talentuoso figlio Joseph Emanuel Fischer von Erlach, anch'egli illustre architetto imperiale, a cui si deve il completamento di diversi capolavori paterni rimasti incompiuti, tra cui la stessa Chiesa di San Carlo e l'ala della Cancelleria imperiale (Reichskanzleitrakt) dell'Hofburg.
La storia dell'immobile è ricca di stratificazioni: l'originario impianto seicentesco dello Sternhof venne radicalmente ristrutturato e rinnovato nel 1782 in sobrie forme tardo-barocche e protoclassiciste. Pochi anni più tardi, a partire dal 1803, la casa accolse un altro protagonista assoluto della cultura viennese: vi trascorse infatti l'infanzia e la prima giovinezza Johann Nestroy, il drammaturgo e attore satirico più amato e pungente del teatro popolare austriaco del periodo Biedermeier. Duramente colpito durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l'edificio è stato scrupolosamente restaurato ed è oggi tutelato come monumento storico protetto.
Anche se l'edificio conserva oggi una destinazione privata e residenziale, il suo esterno e il contesto urbano circostante offrono elementi di grande pregio storico-architettonico: