Nel cuore più intimo e raccolto della Vienna medievale, lontano dai monumentali viali ottocenteschi della Ringstraße, si snoda una delle viuzze più suggestive e cariche di mistero della capitale austriaca: la Schönlaterngasse. Proprio al civico 7 di questo vicolo sospeso nel tempo sorge la celebre Casa del Basilisco (Basiliskenhaus), un gioiello architettonico che fonde reminiscenze romaniche, elementi rinascimentali e facciate barocche, celebre in tutta l'Europa centrale per essere il fulcro di una delle leggende folkloriche più affascinanti della storia viennese.
La storia dell'edificio affonda le sue radici nell'inizio del XIII secolo. Secondo la cronaca cittadina, nell'anno 1212 la casa ospitava un'avviata panetteria gestita da un maestro fornaio tanto abile quanto severo. Un mattino, la servitù notò un fetore nauseante e mefitico provenire dal pozzo d'acqua potabile situato nel cortile interno. Sceso per indagare sulle cause del miasma, un giovane apprendista o garzone fu colto da uno shock indescrivibile: sul fondo della cisterna si agitava una creatura mostruosa, nata – secondo le credenze dell'epoca – da un uovo deposto da un gallo di sette anni e covato da un rospo ripugnante.
Si trattava di un basilisco, la mitica bestia con il corpo a metà tra un gallo crestato e un rettile, il cui solo sguardo pietrificava gli esseri viventi e il cui alito letale avvelenava l'aria circostante. La disperazione e il terrore paralizzarono l'intero quartiere, finché un astuto giovanotto (che la leggenda vuole innamorato della figlia del panettiere) trovò l'escamotage per sconfiggere il mostro: calarsi nel pozzo brandendo un grande specchio. Non appena il basilisco incrociò il proprio sguardo riflesso, rimase pietrificato e scoppiò di rabbia, esalando l'ultimo respiro. Il pozzo venne immediatamente riempito di pietre e terra per sigillare ogni traccia di male, e la vittoria sul mostro divenne un simbolo indelebile per la memoria urbana della città.
Al di là del mito, la Basiliskenhaus è un documento tangibile e stratificato dello sviluppo edilizio di Vienna:
Una curiosità storico-scientifica svela la reale natura del mostro: le indagini geologiche condotte sul simulacro in pietra esposto sulla facciata hanno rivelato che la "creatura" è in realtà un singolare frammento di tufo calcareo o una concrezione fossile ricca di solfuri di ferro. La forma bizzarra, combinata con le esalazioni naturali di gas tossici tipiche delle acque sotterranee stagnanti (idrogeno solforato), fu con ogni probabilità all'origine della leggenda che spaventò i viennesi del Medioevo.
Alzando lo sguardo tra il pianterreno e il primo piano della facciata, noterete una nicchia ad arco che custodisce la curiosa scultura della bestia mitologica. Sebbene il tempo e l'erosione abbiano smussato i dettagli, si riconoscono chiaramente le fattezze inquietanti con zampe artigliate, becco adunco e corpo squamoso, sormontato da una corona araldica.
Accanto alla nicchia campeggia un grande affresco storico restaurato nel 1932, corredato da un'iscrizione in tedesco antico e latino risalente al 1577. Il testo narra dettagliatamente l'episodio del 1212 sotto il regno del duca Leopoldo VI di Babenberg, celebrando la liberazione della casa e della contrada dall'incubo del mostro.
La Casa del Basilisco è incastonata in uno scenario da cartolina. Proprio di fronte al civico 7, sulla facciata della casa al civico 6, si trova la celebre Schöne Laterne ("Bella Lanterna"), una lanterna in ferro battuto riccamente lavorata risalente al 1680 (l'originale è oggi conservata al Wien Museum su Karlsplatz, mentre qui ne ammirerete una fedele riproduzione d'epoca). Passeggiare su questo acciottolato all'imbrunire regala la sensazione tangibile di camminare nella Vienna di cinque secoli fa.
A pochi passi dal portale della Casa del Basilisco, non perdetevi l'accesso ad arco che conduce alla Heiligenkreuzer Hof, uno dei complessi di cortili interni monastici più antichi e silenziosi di tutta l'Austria, risalente al XIII secolo e appartenente all'abbazia cistercense di Heiligenkreuz.